Casalieri's Blog

Adesso anche il blog !!!

Proclamate 8 ore di sciopero contro l’avvio della mobilità

 La Ser. In. di Pistoia ha proclamato lo stato di agitazione ed un primo pacchetto di 8 ore di sciopero da parte del personale dopo l’annuncio dell’avvio della procedura di mobilità                                                                            La Ser. In. di Pistoia ha proclamato lo stato di agitazione ed un primo pacchetto di 8 ore di sciopero da parte del personale dopo l’annuncio dell’avvio della procedura di mobilità. Martedì 1 settembre una delegazione di lavoratrici incontrerà il sindaco di Pistoia. Lo rende noto la Filcams Cgil. ”Non intendiamo farci portare via il lavoro e faremo di tutto per difendere la nostra occupazione”: questa è l’affermazione che più volte ha risuonato nell’assemblea che le lavoratrici hanno svolto non più tardi di ieri nei locali della Ser.In. ”Man mano che facciamo le verifiche del caso, emerge con sempre più nettezza che i presupposti alla base della scelta di avviare la procedura di mobilità con la prevista cessazione dell’attività della sede di Pistoia sono non veritieri – afferma Fabio Capponi della Filcams Cgil -. Contratti per commesse di servizi in via di perfezionamento, altri già definiti e conclusi di recente e che avrebbero fatto riferimento come lavorazione alle sede di Pistoia, determinano una situazione diametralmente opposta a quella prospettata dalla proprietà dell’azienda”. ”Per questo – prosegue Capponi – chiamiamo l’azienda ad un atteggiamento di responsabilità, dal momento che i presupposti non solo di un proseguimento, ma volendo, di un potenziamento delle attività a Pistoia ci sono e devono essere perseguiti con il massimo impegno di tutti”.

5576_1194293146599_1506563471_30536835_8298660_n

27 agosto 2009 Posted by | Articoli | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

In 47 a casa, chiude la Ser.In

CRISI, EFFETTI SEMPRE PIÙ GRAVI

Altri 47 lavoratori mandati a casa. Senza preavviso. Questa volta, ad avviare la procedura di mobilità per i suoi dipendenti è la “Adecco Ser.In srl”, azienda che fornisce servizi di data entry a numerosi gruppi bancari

PISTOIA. Altri 47 lavoratori mandati a casa. Senza preavviso. Questa volta, ad avviare la procedura di mobilità per i suoi dipendenti è la “Adecco Ser.In srl”, azienda che fornisce servizi di data entry a numerosi gruppi bancari. In pratica, gli istituti di credito le appaltano l’immissione nei loro sistemi dei dati riguardanti varie operazioni.

La ditta, che si trova in via Galvani nel quartiere industriale di sant’Angostino, non ha mai chiuso i battenti per le ferie.                           Semplicemente i dipendenti, molti dei quali sono donne che hanno contratto part-time, in questo mese di agosto si sono avvicendati sul posto di lavoro. Per non interrompere mai il servizio.

Ieri mattina, al rientro dal fine settimana, la doccia fredda è arrivata con una telefonata della segreteria pistoiese della Cgil, che segnalava di aver ricevuto dalla direzione dell’azienda, che ha sede a Roma, la comunicazione di avvio della mobilità.                                                                                                                               Il fatto è che nelle scorse settimane nessuno dei dipendenti era stato preavvertito che la ditta correva il rischio di chiudere definitivamente i battenti. «Non più tardi di un paio di settimane fa avevamo contattato i vertici dell’azienda – afferma Fabio Capponi, responsabile Cgil per il terziario – per conoscerne lo stato di salute visto la situazione generale di crisi, e nessun accenno era stato fatto sulla procedura di mobilità che oggi hanno attivato».

La “Ser.In” è molto conosciuta sul territorio. Nata come Cetom srl si è sviluppata ad Agliana e fatta conoscere nel mondo bancario, all’inizio del 2000 è entrata a far parte del gruppo Answers SpA dell’allora Salvatore Leggiero.

Poi di nuovo un ulteriore passaggio e cambi di ragione sociale con l’ingresso nel Consorzio Eurocis, del quale fa ancora parte, che opera nello stesso ramo ma a livello nazionale, consedi a Bologna, Milano, Palermo, Pisa e Roma.

«Stamani (ieri ndr) ci è giunta questa comunicazione – prosegue Capponi – e quindi abbiamo contattato nostri iscritti che lavorano nell’azienda di via Galvani. Loro sono rimasti increduli, ci hanno detto di non essere stati informati». Alla base della mobilità per i 47 dipendenti ci sarebbe, almeno secondo la nota che la direzione aziendale ha inviato ai sindacati, la diminuzione delle commesse. «In particolare – dice ancora Capponi – quelle collegate alla Cassa di risparmio di Firenze che, essendosi fusa con Banca Intesa San Paolo, sembra non aver più bisogno di appaltare i servizi alla Adecco Ser.In.  Il fatto che ci preoccupa è che la mobilità riguardi solo i dipendenti della sede di Pistoia. Inoltre la comunicazione chiarisce che si escludono misure sociali per fronteggiare la situazione, ossia non si ipotizza la cassa integrazione».
Questa mattina alle 10 i lavoratori si riuniranno in assemblea con le organizzazioni sindacali, nella sede di via Galvani, per decidere le azioni future. «Abbiamo già chiesto – conclude Capponi – un incontro con la direzione dell’azienda per affrontare da subito l’ennesima situazione di crisi apertasi a Pistoia».

(25 agosto 2009)

25 agosto 2009 Posted by | Articoli | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Lavoro, è già autunno nero a Pistoia la Ser.in licenzia tutti

CRISI E OCCUPAZIONE

Rientro dalle ferie amaro per i 47 dipendenti dell’azienda di servizi di Pistoia che ha comunicato direttamente ai sindacati l’avvio della procedura di mobilità per tutto il personale. Segnali bui sul fronte dell’occupazione però arrivano anche da Prato (60 richieste di cassa integrazione in deroga per altrettante aziende con meno di 15 dipendenti) e da Empoli, dove le stime dell’Inps prevedono 900 persone a rischio disoccupazione da qui alla fine dell’anno

Pessime notizie, al rientro dalle ferie, per i 47 dipendenti della Ser.in, azienda di servizi di via Galvani a Pistoia.                                                                                        La direzione aziendale ha comunicato direttamente al sindacato dell’avvio della procedura di mobilità per tutto il personale, quasi interamente costituito da donne. Ma segnali bui arrivano anche da Prato, dove in Camera di commercio sono state aperte lettere raccomandate contenti  60 richieste di cassa integrazione in deroga per altrettante aziende del tessile, dell’artigiano e del commercio con meno di 15 dipendenti. Per non parlare delle stime dell’Inps di Empoli che per disoccupazione e mobilità fanno intravedere un autunno nero: 900 persone rischiano di perdere il posto da qui alla fine dell’anno.

Informate della notizia, le lavoratrici di Pistoia sono caduti dalle nuvole, fanno sapere i sindacati poiché nessun segnale premonitore era giunto in tal senso. “Non più tardi di un paio di settimane fa avevamo contattato i vertici dell’azienda – afferma Fabio Capponi, segretario della Filcams Cgil – per conoscere lo stato di salute ed eventuali problematicità visto la situazione generale di crisi, e nessun accenno era stato fatto sulla procedura di mobilità che oggi hanno attivato”.

L’azienda fornisce servizi di data entry in particolare ai gruppi bancari, e trae le sue origini da un’azienda storica del settore presente da anni sul nostro territorio. Nata come Cetom srl si è sviluppata ad Agliana e fatta conoscere nel mondo bancario, all’inizio del 2000 è entrata a far parte del gruppo Answers SpA dell’allora Salvatore Leggiero. Poi di nuovo un ulteriore passaggio e cambi di ragione sociale con l’ingresso nel Consorzio Eurocis, del quale fa ancora parte, che opera nello stesso ramo ma a livello nazionale, avendo sedi anche a Bologna, Milano, Palermo, Pisa e Roma.

“La comunicazione che ci è giunta lascia poco spazio ad interpretazioni e tocca esclusivamente la realtà sul nostro territorio e non le altre – prosegue Capponi – ma quello che più ci preoccupa è il fatto che ad essere interessato è tutto il personale nella sua totalità presente a Pistoia, nonostante la perdita di commesse che viene dichiarato essere la causa alla base della chiusura della sede di Pistoia, rappresenta solo una parte seppur consistente, delle lavorazioni svolte in via Galvani.”
Domani alle 10.00 le lavoratrici si riuniranno in assemblea con le organizzazioni sindacali per decidere le azioni future. “Abbiamo nel frattempo – conclude Capponi – chiesto un incontro con la direzione dell’azienda per affrontare da subito l’ennesima situazione di crisi apertasi a Pistoia.”

(24 agosto 2009)

25 agosto 2009 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento