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Paghe in ritardo e igiene E’ sciopero all’Answers


A protestare, dando vita ad uno sciopero ad oltranza, sono stati i dipendenti di Answers, il più grande call-center della provincia; “Luglio riscosso a metà, e formiche fra i telefoni”                              – SI ALZANO nuove voci di disagio nella città della crisi.                         

A protestare, dando vita ad uno sciopero ad oltranza, ieri pomeriggio sono stati i dipendenti di Answers, il più grande call-center della provincia. Mesi dopo aver messo al corrente la proprietà del gruppo Raf di Novara sui motivi delle proprie recriminazioni, i lavoratori passano alle vie di fatto, incrociando le braccia contro i ritardi nei pagamenti degli stipendi. «DA DICEMBRE — spiegano Irene Marabos e Marila Mariotti — l’azienda ha stabilito di pagarci le mensilità in due tranche, col risultato di corrisponderle quasi sempre fuori tempo massimo: maggio l’abbiamo riscosso a giugno e ancora non è stata accreditata la seconda parte di luglio». Un guaio per gli oltre 600 dipendenti Answers, per buona parte donne con contratto a tempo determinato part-time, alle prese con conti che non tornano. Chi lavora 6 ore il giorno riscuote intorno a 800 euro, chi è a tempo pieno arriva a un migliaio. «Così — dicono furiose diverse giovani — c’è chi non può più venire a lavorare perché non ha i soldi della benzina, chi riceve lettere di sfratto o di pignoramento dell’auto perché con i ritardi nel pagamento degli stipendi non riesce a far fronte alle spese della vita di ogni giorno». La società ha giustificato la decisione delle tranche come un espediente per far fronte alla crisi, ma ormai nel call center di Sant’Agostino non si vogliono più sentire ragioni. «Finora abbiamo lavorato con grande senso di responsabilità — ripetono — ma sopportare oltre è impossibile». Come ricordano anche Sabrina Puddu e Silvia Giuliani, ad alzare la tensione nell’azienda che gestisce le telefonate al numero verde di Enel e svolge servizi per Tim, si aggiungono tanti altri problemi mai risolti sulle condizioni igieniche: «cuffie non idonee che assordano, bagni sporchi, zecche in giardino, formiche fra i telefoni: fatti segnalati ma mai risolti». Come non bastasse, preoccupano poi alcuni comunicati sulla fusione aziendale con Omega, «società che — si mormora ancora nel bar del call center affollato di scioperanti — “non s’è capito nemmen bene dove abbia sede”». «ANSWERS — chiariscono sindacalisti interni e dipendenti — è una delle aziende che impiega il maggior numero di persone nell’intera provincia, una realtà che potrebbe avere grandi potenzialità anche in termini occupazionali, e quindi le istituzioni si devono far carico della situazione che si è creata», si spiega ancora invocando un’azione legale verso l’azienda e un esposto alle autorità.

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2 settembre 2009 - Posted by | Articoli | , , , , , ,

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