Casalieri's Blog

Adesso anche il blog !!!

Si incatenano con la carta igienica


Si sono incatenate con la carta igienica davanti al posto di lavoro, formando un grande cerchio per dire basta alle ingiustizie che devono tollerare da mesi. Non sopportano più che l’azienda dove lavorano paghi gli stipendi in due tranche mensili, spesso senza neppure rispettare le date concordate

di Anna Cecchini

PISTOIA. Si sono incatenate con la carta igienica davanti al posto di lavoro, formando un grande cerchio per dire basta alle ingiustizie che devono tollerare da mesi. Non sopportano più che l’azienda dove lavorano paghi gli stipendi in due trance mensili, spesso senza neppure rispettare le date concordate. Perché quei soldi loro li hanno guadagnati, hanno lavorato per mantenere figli piccoli, per pagare il mutuo della casa, per saldare l’affitto. Hanno lavorato per sopravvivere, solo che la ditta rimanda di continuo il pagamento delle retribuzioni mensili. E poi, dicono, li costringe a passare lunghe ore in un luogo di lavoro dove le regole basilari dell’igiene sono tutt’altro che rispettate: parlano di formiche nelle stanze, funghi nei bagni, zecche nelle aree verdi intorno alla sede, oltre che di una strumentazione di lavoro per niente idonea al tipo di attività che devono svolgere. Un’attività talmente snervante che quasi ogni giorno – è successo anche ieri mattina (nella foto) – un’ambulanza arriva a sirene spiegate per soccorrere una lavoratrice in preda a malori e svenimenti.

Loro sono i 650 dipendenti della Answers, l’azienda presente da anni in via Galilei, nella zona industriale Sant’Agostino, che svolge servizi di call center per soggetti del calibro di Enel, Tim e Banca popolare. «Da dicembre scorso – spiega Sabrina Puddu, una dipendente – ci pagano in due trance, una a inizio mese e una alla fine, che poi però viene spesso rimandata senza spiegazione. Questa storia doveva finire a marzo, invece siamo ancora in questa condizione. Io sono separata, ho due figli da mantenere e un affitto di 500 euro al mese. Il mio stipendio, con gli assegni per i bambinin, arriva a mille euro. Se me li dividono in due tranche io non arrivo a fine mese».

A giugno scorso i dipendenti della Answers dicono di aver avuto un incontro con i vertici aziendali, che avrebbero parlato di crisi e quindi li avrebbero invitati a pazientare. «Lo abbiamo fatto – dice Marila Mariotti, della Rsu Cgil – perché prima di tutto volevamo salvaguardare il lavoro ed eventuali nuove commese, ma adesso il problema è davvero grave. Anche perché l’azienda non si è mai degnata di dare spiegazioni, ci comunica i ritardi nei pagamenti il giorno in cui dovrebbero darci la seconda trance di stipendio». Così i dipendenti, molte sono donne, hanno deciso di avviare la protesta: la Cgil ha indetto un’ora di sciopero il pomeriggio di martedì scorso e due ieri mattina, mentre i Cub hanno optato per lo sciopero a oltranza. Intanto stamani alle 10, nella sede a Sant’Agostino, è prevista un’assemblea dei lavoratori con i rappresentanti sindacali Cgil.

«È una situazione intollerabile – spiega Silvia Giuliani, un’altra lavoratrice del call center – io ho un mutuo di 350 euro al mese e due bambini, sono separata. Visto che non mi pagano regolarmente non sono riuscita a saldare le rate del mutuo e mi negano anche un finanziamento. Non mi vergogno a dire che ho problemi a fare la spesa e se sono riuscita ad arrivare alla fine del mese è grazie ai colleghi che mi hanno prestato dei soldi». Nella stessa situazione anche Enrica Merlini, una signora di mezza età che lavora a tempo indeterminato alla Answres dal 2007. «Vivo sola – spiega – e guadagno 850 euro al mese. 500 li pago di affitto e poco tempo fa la mia vecchia auto si è rotta, così ho anche le rate. Come faccio se continuano a non pagarmi?».

Oltre ai ritardi continui nelle retribuzioni, i dipendenti Answers lamentano condizioni di lavoro ai limiti dell’umano. «Non ci sono le strumentazioni – dice Giuliani -, stiamo tutti in grandi stanzoni e spesso qualcuno si sente male, vomita in bagno o è costretto a prendere psicofarmaci». I lavoratori hanno cominciato a raccogliere firme perché sono intenzionati a presentare un esposto, inviandolo a Guardia di finanza, Ispettorato del lavoro, Inps, Asl, oltre che a Comune, Provincia e Regione.

(03 settembre 2009)
Annunci

3 settembre 2009 - Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: