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NELLA MORSA DELLA DISOCCUPAZIONE


Assalto ai Centri per l’impiego

In questa torrida estate i Centri per l’impiego sono stati presi d’assalto, in particolar modo nella Piana. La fotografia viene scattata dall’ufficio provinciale per il lavoro, che fornisce i dati di affluenza a tre centri – Pistoia, Quarrata e San Marcello – nei mesi di giugno, luglio e agosto

di Saverio Melegari

PISTOIA. In questa torrida estate i Centri per l’impiego sono stati presi d’assalto, in particolar modo nella Piana. La fotografia viene scattata dall’ufficio provinciale per il lavoro, che fornisce i dati di affluenza a tre centri – Pistoia, Quarrata e San Marcello – nei mesi di giugno, luglio e agosto.

L’aumento di persone che fanno affidamento a quello che una volta era il collocamento pubblico, sta a significare come sia cresciuta notevolmente in questi ultimi mesi la richiesta di un posto di lavoro da parte di chi non lo ha più, oppure da chi in questo mondo ci è entrato soltanto adesso.

Soltanto in montagna il dato cala, perché? E’ questa forse la domanda alla quale è più difficile rispondere. I Centri per l’impiego sono utili, ma poi chi vuole un lavoro se lo va a cercare, preferendo il contatto diretto.

L’ufficio di Pistoia nell’estate 2009 ha avuto un incremento del 27,6% di visite rispetto a quanto successo dodici mesi or sono, passando dai 1171 contatti ai 1619 di quest’oggi. Ancora peggio è andata a Quarrata dove quasi mille persone in più si sono recate alla ricerca di un qualcosa che spesso non c’è (650 contro 1600 contatti è il raffronto fra i tre mesi delle ultime due estati). In controtendenza, come detto, la montagna con San Marcello che è passato dai 125 utenti del 2008 ai 75 di quest’anno. E allora, come si spiegano questi dati?

«Il vero e proprio boom registrato nella Piana (l’ufficio di Quarrata fa capo anche ai lavoratori di Agliana e Montale,ndr) – dice Mauro Gori, dirigente dell’ufficio territoriale del lavoro – dimostra come questa crisi abbia colpito enormemente il settore tessile e del mobile che ha il suo sviluppo preponderante in questi comuni. Se si vuole tracciare un identikit di chi viene nei nostri uffici, si può dire che si tratta di una donna, in genere intorno ai 40 anni e attualmente in cassa integrazione. Questo è il caso più diffuso, anche se non mancano altre categorie, indipendentemente dal titolo di studio conseguito. L’aumento è dovuto anche al fatto che da questo mese sono entrate in funzione nuove misure per la Cig in deroga che impongono, oltre la registrazione allo sportello, anche una politica attiva per cercare una nuova collocazione».

C’è comunque un però che spiega anche l’altra faccia della medaglia: questi uffici vengono usati soprattutto per corsi d’aggiornamento e per avere qualche conoscenza in più da poter sfruttare in sede di colloquio di lavoro.

«La sensazione – spiega il sindaco di Agliana, Eleanna Ciampolini – è che per trovare poi un’effettiva collocazione il lavoratore vada per la propria strada, senza passare dai Centri per l’Impiego, uno strumento che andrebbe senz’altro rivisto. Nel nostro territorio la crisi si è fatta sentire e soprattutto per le donne è davvero dura ritrovare un lavoro. Noi come Comune non possiamo offrire niente di più che un sostegno per chi perde il posto».

(07 settembre 2009)
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9 settembre 2009 - Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , ,

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