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Hanno cancellato il nostro futuro


Presenti oltre trecento persone ex dipendenti di aziende locali per dare un volto umano alla crisi

di Anna Cecchini

PISTOIA. C’erano i volti e le voci della crisi che da troppo tempo, e in modo sempre più pressante, attanaglia Pistoia ieri mattina al piccolo teatro Bolognini. Centinaia di donne e uomini accomunati da uno stesso destino, quello di essere disoccupati, cassintegrati o precari senza possibilità di un nuovo contratto. Hanno parlato delle loro esperienze, che raccontate una di seguito all’altra sembrano come un bollettino di guerra. Un bollettino che miete sempre le stesse vittime, i lavoratori. Recoplast, Mas, Radicifil, Kappa2, Ser.In, Answers, AnsaldoBreda, precari della scuola e Cdm (Pescia): sul palco si sono avvicendati i dipendenti e i rappresentanti sindacali di tutte queste realtà lavorative della zona di Pistoia che hanno chiuso i battenti o comunque mostrano in modo evidente i segni di una crisi sempre più profonda.

L’idea di riunire in un’assemblea generale lavoratori e delegati di tutte le realtà produttive che negli ultimi mesi hanno mostrato di “soccombere” alla recessione è venuta alle tre sigle sindacali. Cgil, Cisl e Uil già la scorsa settimana hanno preparato un documento unitario per spiegare quelle che secondo loro sono le azioni indispensabili per avviare la controffensiva alla crisi economica. «La nostra – spiega Daniele Quiriconi, segretario provinciale Cgil – vuole essere prima di tutto un’operazione verità, per mostrare a chi nega la crisi non solo i numeri della recessione, ma i volti e le storie di chi ha perso il lavoro. Quella di oggi (ieri ndr) è solo la prima di queste iniziative unitarie, abbiamo avuto un incontro con Confindustria e presto ci confronteremo con le associazioni degli artigiani e con la Provincia». Tra l’altro Quiriconi ha fatto un riferimento particolare al caso AnsaldoBreda:«il Governo latita invece deve occuparsi di un’azienda che a Pistoia è già ai minimi storici a livello di lavoratori occupati. Adesso se ne contano meno di 900. Il ministro Scajola deve occuparsi del caso Breda, invece vediamo solo indifferenza».

Dal teatro Bolognini, attraverso le parole di chi lo spettro della disoccupazione lo vive da mesi sulla propria pelle, si è alzato il grido di tutti quei lavoratori che chiedono l’intervento tangibile delle istituzioni. E delle banche, che, come ha accennato anche la segretaria regionale Cisl Rossella Bugiani, sono fondamentali per sostenere il processo di ripresa economica.

Sul palco, insieme a Quiriconi e Bugiani, anche Patrizia Pellegatti e Giuseppe Macrì, rispettivamente segretari provinciali di Cisl e Uil, e Alessio Gramolati, segretario regionale Cgil. E poi disoccupati e cassintegrati di tutte quelle aziende che da mesi disegnano la mappa della crisi in provincia di Pistoia.

«In un attimo hanno cancellato la nostra prospettiva di futuro, di quel futuro che ognuno immagina fin da bambino»: è tutta racchiusa in questa frase pronunciata sul palco da una delegata della Kappa2 la richiesta di aiuto proveniente da chi a Pistoia ha perso il lavoro, e con esso la speranza di una vita normale.

«Non si esce dalla crisi solo con la finanziaria – spiega Macrì -, ora servono progetti concreti per il futuro. Bisogna pensare a come creare produttività». Anche Patrizia Pellegatti concorda nel dire:«il sindacaro non smette di lottare per i lavoratori, ma non esistono soluzioni magiche, servono idee, punti fermi. Prima di tutto chiediamo lo stop ai licenziamenti e la garanzia di ammortizzatori sociali, poi vogliamo che le imprese mostrino senso di responsabilità. Qui le aziende si sono arricchite, ora non possono abbandonare i lavoratori senza speranze per il futuro. E infine chiediamo l’intervento delle banche, che non pensino solo al guadagno, ma invece forniscano un sostegno alle piccole imprese almeno per superare il momento più grave».

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2 ottobre 2009 - Posted by | Articoli, Economia, Lavoro, Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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