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Phonemedia: “Le istituzioni si interessino del futuro dei 2500 lavoratori”


Testo integrale della dichiarazione del consigliere comunale Francesco Nisticò (Gruppo misto) sulla situazione dei lavoratori del call center Phonemedia. “Non capisco come sia possibile che, di fronte ad una vera emergenza sociale come quella che vivono i lavoratori del call center Phonemedia di Catanzaro, ci sia un così “assordante” silenzio. La situazione dei 2500 operatori, in molti casi padri di famiglia o giovani che hanno riposto in questo lavoro le speranze di un futuro migliore, è ormai insostenibile. E pur leggendo, di tanto in tanto, articoli di denuncia sulla stampa, non mi pare che ci sia stato da parte delle istituzioni un interesse concreto, almeno per spiegare, senza mezze parole, quali sono le cause che mettono in difficoltà l’azienda e che non le consentono di pagare nei tempi previsti gli stipendi. So infatti che ormai si è accumulato un ritardo di circa tre mesi nell’erogazione delle spettanze. Cosa che ha messo in ginocchio la maggior parte dei dipendenti i quali si trovano a non poter affrontare gli impegni economici assunti allorquando sono stati stabilizzati con contratto a tempo indeterminato. Si parla di rate di mutui o per l’acquisto di un’autovettura. Ma anche, più semplicemente, delle spese quotidiane, quelle che consentono di mandare avanti la famiglia, la cui economia è già fortemente penalizzata dalla crisi imperante. Eppure, da quel che so, l’azienda ha ricevuto dalla Regione, attraverso i fondi Por, un cospicuo finanziamento e la produttività del call center stesso si attesta su livelli alti, ottenendo cospicue commesse. Perché, allora, questo stato di crisi? Perché assumere centinaia di persone e, in poco tempo, non essere capaci di provvedere al loro mantenimento? Eppure, prima delle assunzioni a tempo indeterminato, la corresponsione degli emolumenti era puntuale e non si registravano lamentale da parte dei dipendenti, tranne che per qualche banale errore contabile. Inoltre, mi chiedo, perché gli stessi lavoratori, scesi in piazza qualche settimana fa, non continuino a far sentire la loro voce con ulteriori azioni di denuncia civile e democratica. Mi auguro che le istituzioni, e in particolare la Regione, si occupino con maggiore interesse di questa vicenda perché non si può lasciare in balia dell’incertezza un così alto numero di persone. Prima illuse di aver trovato, in una Calabria maglia nera per tasso di disoccupazione, un lavoro; poi tradite da una gestione aziendale incapace di garantire stabili”.
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12 ottobre 2009 - Posted by | Articoli, Economia, Lavoro | , , , , , , ,

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