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«Guardate i progetti, non i bilanci»


IL TIRRENO   cronaca di PISTOIA

Non basta guardare i numeri, bisogna valutare le condizioni generali di un’azienda prima di stabilire se accordare o meno ai titolari quel finanziamento senza il quale rischiano di chiudere i battenti. Il fatto è capire se gli istituti di credito sono in grado di valutare le “capacita fattive” di un’impresa

di Anna Cecchini

PISTOIA. Non basta guardare i numeri, bisogna valutare le condizioni generali di un’azienda prima di stabilire se accordare o meno ai titolari quel finanziamento senza il quale rischiano di chiudere i battenti. Il fatto è capire se gli istituti di credito sono in grado di valutare le “capacita fattive” di un’impresa, indipendentemente da bilanci che, con la crisi, possono essere traballanti.
A lanciare un appello alle banche cittadine, perché vadano incontro alle esigenze di quelle imprese che chiedono finanziamenti, presentando magari un dettagliato piano aziendale, sono le associazioni di categoria. Assindustria, Cna e Confartigianato di Pistoia sono compatte nel chiarire che senza la volontà degli istituti di credito di mettere da parte, almeno in questo periodo di recessione, una visione troppo rigida dei bilanci di quelle aziende che chiedono prestiti il rischio è di vanificare l’unica speranza di ripresa per il comparto delle piccole e medie imprese di Pistoia. Gli istituti di credito potrebbero avvalorare questa volontà di rispondere alle più impellenti esigenze economiche delle aziende creando magari specifici gruppi di lavoro che possano analizzare, in vista dell’erogazione di un prestito, le prospettive della ditta che lo richiede.
Come fanno le banche a valutare le imprese? Questo l’interrogativo ricorrente di tutte le associazini di categoria, che si propongono per dare una mano agli istituti di credito chiamati a vagliare i piani aziendali di quelle imprese in cerca di prestiti. «Non sappiamo – dice Aldo Piantini, presidente della Cna di Pistoia – quale sistema utilizzino gli istituti di credito per verificare la progettualità delle ditte prima di accordare i prestiti. In genere però notiamo come le banche guardino solo i bilanci e non la capacità di crescere che l’azienda può avere nel futuro». Per questo Cna si candida a collaborare con le banche pistoiesi che vogliano valutare lo stato di salute di un’impresa. «A volte si crea un paradosso – spiega ancora Piantini -. Artigiancredito Fidi, il consorzio che abbiamo creato con Confartigianato, magari fornisce le garanzie per un’impresa che va in banca a chiedere un prestito, eppure gli istituti rifiutano l’erogazione. Così si blocca l’economia, per questo noi siamo a disposizione per collaborare con le banche nella valutazione dei piani aziendali delle ditte. Sono aziende nostre iscritte, che magari noi conosciamo da anni, come del resto conosciamo il contesto produttivo in cui sono inserite, e quindi siamo in grado di indicare se hanno o meno possibilità di sviluppo».

Meglio il credito cooperativo. Si candida a collaborare con le banche anche Confartigianato, che sottolinea come un’inversione di rotta da parte degli istituti di credito sia fondamentale per risollevare l’econonia pistoiese da una crisi sempre più forte. «Le banche – spiega Patrizio Zini, segretario generale di Confartigianato -, anche per gli accordi di Basilea, sono sempre meno portate a valutare parametri aziendali che non siano soltanto quelli legati ai bilanci. Gli unici soggetti che stanno provando ad arginare la crisi, andando incontro alle imprese, sono gli istituti di credito locali, che conoscono meglio il territorio e sono in grado di valutare l’effettiva validità di una ditta. Certo, anche in questi casi, spesso cambiano i direttori delle filiali e quindi si crea caos». Zini si dice pessimista sulla possibilità che banche e associazioni di categoria collaborino per svolgere un’azione positiva per le piccole e medie imprese, ma spiega che questa è l’unica strada per risollevare Pistoia dalla recessione. «Perchè nel 2010 – conclude -, quando le banche accorderanno prestiti valutando i bilanci 2009, che sono peggiori di quelli dell’anno scorso, allora ci saranno davvero i problemi».
Affiancare le imprese che presentano un progetto. Anche Confindustria spiega come la valutazione delle capacità produttive di un’azienda da parte degli istituti di credito sia fondamentale. Una valutazione che però l’associazione degli industriali lascia nelle mani degli istituti di credito.
«Come associazione – sottolinea Giuseppe Oriana, presidente di Confindustria Pistoia – non possiamo sostituirci alle banche in questa analisi. Certo saremmo soddisfatti se gli istituti avessero dei loro esperti nei diversi settori produttivi, che fossero in grado di effettuare velocemente queste valutazioni. Quello che possiamo fare noi è il percorso di collaborazione con le nostre imprese, affiancando le aziende che sono nostre iscritte nel percorso di presentazione di eventuali piani aziendali alle banche al fine di ottenere finanziamenti».

(14 ottobre 2009)
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16 ottobre 2009 - Posted by | Articoli, Economia | , , , , , , , , , , ,

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