Casalieri's Blog

Adesso anche il blog !!!

I lavoratori dell’Answers sono in lacrime: “Così non si può andare avanti”


Fonte  “La Nazione”
 
Centinaia di dipendenti hanno invaso ieri il palazzo comunale. Il dramma dei lavoratori ‘Precari a tempo indeterminato’, come recitava lo striscione in vetta al corteo di ieri!

Pistoia, 27 ottobre 2009 – Seduta in sala Maggiore, Giovanna Prinzivalli si guarda i piedi e sbotta: “Guardate! Ho le scarpe bucate e mi mancano i soldi per comprarne di nuove… Anche dieci euro ci sembrano tante, oramai. Ma come si fa ad andare avanti così?”. La rabbia dell’Answers riesplode con l’invasione pacifica del Palazzo comunale. Dove c’è chi racconta che per sopravvivere è stata costretta a vendere anelli e catenine d’oro, e chi spiega in lacrime che tutta la sua famiglia rischia di finire in mezzo a una strada.

All’indomani del manifestazione romana di tutti i dipendenti del gruppo Omega-Phonemedia cui fa capo il call center di Sant’Agostino, la decisione dell’assemblea dei lavoratori convocata per la mattinata di ieri è stata fulminea: “Raggiungiamo il Comune, facciamoci ricevere dal sindaco”. Lo hanno fatto in pochi minuti, a piedi dalla zona industriale fino a piazza del Duomo, dietro lo striscione che riassume le pene di tutti i 600 e più addetti: “Precari a tempo indeterminato”.

Ormai da mesi i dipendenti, per la maggior parte donne, ricevono gli stipendi con fortissimi ritardi e la tensione ha raggiunto livelli mai visti. Come spiega il segretario Slc-Cgil, Michele Gargini, la situazione è arrivata al livello di saturazione. “Lunedì scorso – ha ribadito in Sala Maggiore – era previsto un incontro al Ministero delle attività produttive, ma la proprietà non si è nemmeno presentata. Non è la prima volta che accade, ed è un segnale gravissimo. Adesso non ci rimane che scioperare ad oltranza e sperare nell’appoggio delle istituzioni in supporto della seconda realtà produttiva della provincia”.

Assente il primo cittadino, a rappresentare le istituzioni a Palazzo di Giano c’erano il suo vice, Mario Tuci, l’assessore alle attività produttive e controllate, Barbara Lucchesi e la presidente della Provincia, Federica Fratoni. E’ di fronte a loro che centinaia di addette del call center che lavora per Tim ed Enel sono tornate a rappresentare il loro dramma. “Sono sola con un figlio – ha detto Rosa Macaluso – viviamo praticamente soltanto del mio stipendio, ma se non arriva, come faccio? Non riesco più a vivere, sono perfino arrivata a vendere l’oro che avevo in casa per poter mangiare”, ha concluso con la voce strozzata da una rabbia che si trasforma in pianto.

Le storie della crisi del call center fanno parte di un dramma collettivo che affligge tutto il territorio. “All’Answers lavoriamo io, mia mamma e il mio ragazzo – ha raccontato Cristiana Pastorello di Cireglio – Viviamo tutti e tre sotto lo stesso tetto e con questi stipendi che non arrivano non sappiamo più come pagare affitto e bollette”. “Io vivo da sola con il mio bambino di sei anni, non so più come campare – ha inveito un’altra lavoratrice – questo è il vero disagio”. “Hai bisogno di un finanziamento anche solo di mille euro? Appena sanno che lavori all’Answers ti dicono di no”, ha testimoniato un’altra donna.

Bollette, mutui, affitti: per loro ogni minima spesa rappresenta un’enormità. Almeno a breve termine, la speranza è quella di ricevere un aiuto da parte delle istituzioni per le incombenze quotidiane. Per la presidente della Provincia, una prima risposta potrebbe essere il ricorso al microcredito. “Ad ogni modo – ha detto poi il vicesindaco riferendosi alle bollette di acqua, gas – noi possiamo impegnarci per evitare l’interruzione dei servizi in caso di ritardi nei pagamenti». A più lungo termine, il percorso per il salvataggio di Answers è, se possibile, ancora più complesso.

Un nuovo punto di partenza sarà dato dall’incontro convocato per oggi in Regione con l’assessore al lavoro, Gianfranco Simoncini. “Le situazioni di crisi aziendale – ha ammesso l’assessore Lucchesi – stanno colpendo sempre più duramente il nostro territorio. Ed ad essere a rischio non è soltanto la tenuta del benessere collettivo, ma anche la pace sociale. Nonostante la scarsità di risorse a nostra disposizione, faremo di tutto per venirvi incontro, a cominciare dalle bollette di riscaldamento e gas”. All’Answers ci sperano, anche se qualcuno solleva già dei dubbi. “Siamo già venute qui il tre settembre scorso – ha rimproverato Sabrina Puddu dei Cub – ed ogni volta sentiamo dire le stesse cose…”.

Simone Trinci

Annunci

29 ottobre 2009 - Posted by | Articoli, Economia, Lavoro | , , , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: