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Answers, cresce la tensione


Duecento dipendenti passano alle vie legali. Già richiesto l’intervento dell’Inps e dell’Ispettorato del lavoro per gli stipendi

Pistoia, 31 ottobre 2009 – Non accenna a diminuire la tensione per il futuro dell’Answers: da un lato la preoccupazione dei lavoratori, che giovedì hanno nuovamente sfilato in corteo per la città e di cui una delegazione è stati ricevuta dal sindaco; dall’altro lato l’azienda promette che tutto si risolverà, ma senza fornire date precise. Ora dalla Cgil di Pistoia fanno sapere che i documenti necessari per intraprendere azioni legali a tutela dei lavoratori sono già tutti pronti, e che per agire si attende soltanto l’esito dell’incontro con l’azienda previsto per lunedì.

 

«Fino ad ora – spiega Luana Delbino, responsabile dell’ufficio vertenze della Cgil di Pistoia – abbiamo raccolto circa 200 mandati, ma il numero di questi continua a crescere di giorno in giorno; abbiamo fatto intervenire l’Inps e l’ispettorato del lavoro allo scopo di fare accertamenti e diffide relative al pagamento degli stipendi del mese di settembre e al versamento dei contributi previdenziali. Abbiamo inoltre pronto l’intervento diretto contro i committenti (l’Enel e Tim Telecom), dopodiché sarà la volta del decreto ingiuntivo contro l’Answers».

La situazione, lo ricordiamo, è allarmante: ad oggi molti dipendenti del call center di Sant’Agostino attendono ancora parte dello stipendio del mese di agosto. Nei giorni scorsi un comunicato stampa di Omega, società che ha assorbito il gruppo Phonemedia di cui fa parte la Answers srl, ha posto l’accento sull’importanza di concentrare il dibattito su ciò che è necessario fare per assicurare tranquillità operativa all’azienda più che sul quando verranno pagati gli stipendi.

 Ma la condizione di molti dei lavoratori è critica, poiché spesso si tratta di persone che, anche in condizioni normali, già faticavano ad arrivare a fine mese. «La richiesta – continua Delbino – è di circa centomila euro, da parte di duecento soggetti: la questione è quindi estremamente difficile, perché coinvolge persone che vivono al limite della povertà, e riguarda anche casi molto delicati, come quelli di alcune ragazze madri o di famiglie intere che lavoravano per la Answers e che a cui ora, a causa dei ritardi nei pagamenti, si trovano private di ogni reddito».

 Lavoratori esasperati dunque, che lottano per stipendi che, per un full time, non superano i mille euro e che dunque attendono l’esito della riunione di lunedì. «I segnali purtroppo non sono positivi – aggiunge il segretario Slc-Cgil Michele Gargini – perché ad oggi sembra non esserci un piano industriale volto a fornire prospettive rassicuranti ai lavoratori e perché, lo ricordiamo, le promesse fatte in passato non sono state mantenute. Alla fine di settembre un accordo prevedeva non solo il pagamento degli stipendi arretrati entro breve tempo, ma anche la stabilizzazione dei contratti a termine ed alcuni passaggi di qualifica. Niente di tutto ciò è avvenuto, qualcuno anzi ha perso il lavoro».

Giulia Gonfiantini

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6 novembre 2009 - Posted by | Articoli, Economia, Lavoro | , , , , , , , , , , , ,

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