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«Mio figlio mi disse: ha costretto Alex a ingoiare il vomito»


In tv hanno iniziato a scorrere le immagini del servizio. La titolare del nido Cip Ciop, Anna Laura Scuderi, e una sua collaboratrice, Elena Pesce, venivano portate via dalla sede della questura. Lui ha riconosciuto la Scuderi e ha chiamato il figlio, adesso undicenne. Appena ha visto la donna in manette il ragazzo ha esultato.
di Tiziana Gori

PISTOIA. In tv hanno iniziato a scorrere le immagini del servizio. La titolare del nido Cip Ciop, Anna Laura Scuderi, e una sua collaboratrice, Elena Pesce, venivano portate via dalla sede della questura. Lui ha riconosciuto la Scuderi e ha chiamato il figlio, adesso undicenne. Appena ha visto la donna in manette il ragazzo ha esultato. «Triste a dirlo – commenta il genitore -, ma è così».
Per due estati, nel 2004 e 2005, i suoi figli hanno frequentato il Giardino dell’infanzia Cip Ciop. «Ce li portavamo – spiega l’uomo, che lavora in Sant’Agostino ma risiede nella Piana – quando ad Agliana e Quarrata non erano ancora stati aperti i centri estivi comunali. Dopo un po’ mio figlio, che all’epoca aveva sei anni e mezzo, non voleva più andarci, ma io cercavo di spiegargli che non sapevamo dove lasciarli».
«Dalla Laura no», era la supplica del bambino. «Mi diceva che li obbligavano a mangiare anche le cose che non gli piacevano. Mio figlio non ama il sugo al pesto. Non lo vuole neanche a casa, ma lì era costretto a mangiarlo. Mi spiegava che alcune volte erano loro a dire alle maestre che i bambini erano sporchi. I pannolini non venivano cambiati sempre con celerità. Io ero perplesso ma non avevo prove di atti di violenza nei loro confronti».
Qualche dubbio lo suscitava l’ambiente in generale e come era gestito. «ci sarebbe da chiedersi come mai venga rilasciato il permesso per un asilo vicino ad una concessionaria d’auto. Il muro a protezione, che lì per lì farebbe quasi pensare ad una prigione, non è completamente negativo, protegge i bambini».
Un po’ di dubbi li sollevavano anche gli animali tenuti in un recinto di lato all’asilo. «Un cane e, poco più in là, qualche gallina. Animali notoriamente poco puliti, non adatti per stare vicini ai bambini».
E poi quell’episodio. «Un giorno mio figlio è tornato a casa e mi ha raccontato che Alessandro, un suo amichetto, era stato obbligato a ingoiare a forza del cibo che aveva vomitato nel piatto. Due sere fa, quando sono scorse le immagini in tv l’ho chiamato e gli ho detto «Guarda cos’è successo». Lui ha esultato e si è lasciato scappare un «Finalmente».

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5 dicembre 2009 - Posted by | Articoli, Famiglia | , , , , , , , , , ,

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