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Ho visto mio figlio preso a ceffoni


PISTOIA. Hanno le lacrime agli occhi quando escono. Lacrime di dolore, ma soprattutto di rabbia. Rabbia per ciò che hanno appena visto su quello schermo di computer, su al quarto piano del palazzo di giustizia: interminabili minuti di immagini video dei loro bambini di pochi mesi presi a ceffoni, costretti a mangiare con la forza, tirati su per i capelli, quasi soffocati con il bavaglino affinché deglutissero la pappa senza fare storie… Un conto era stato leggerlo sul giornale, un altro assistere di persona alle riprese.

Immagini choc registrate dalle telecamere spia piazzate dalla polizia all’interno dell’asilo. «La devono pagare, devono stare in galera. L’ergastolo gli devono dare»: Manuel, 21 anni, operaio, è uno dei quattro genitori che ieri pomeriggio sono stati convocati in procura a Pistoia dal pm Ornella Galeotti, titolare dell’inchiesta sui maltrattamenti al giardino dell’infanzia privato che ha portato in carcere due maestre. A lui e alla sua compagna Sara, 20 anni, genitori di un bambino di 10 mesi – così come a un’altra coppia, Daniele ed Angela, entrambi operai, genitori di una bambina di 14 mesi – gli inquirenti hanno voluto mostrare le registrazioni video che testimoniano le violenze subite dai figli da parte della direttrice della scuola e di una maestra.

«Le ho viste prendere mio figlio a ceffoni perché non voleva mangiare – grida con gli occhi arrossati – E non schiaffetti, ma sberle. L’hanno alzato di peso per picchiarlo. Aver visto mio figlio preso a schiaffi in quel modo… Quelle due stanno bene in carcere, la devono pagare».

Negli spezzoni di registrazioni che la procura ieri gli ha consegnato su un cd, si vede chiaramente il piccolo seduto sul seggiolone. Di fronte a lui, con la ciotola della pappa in mano, Anna Laura Scuderi, titolare dell’asilo (sono da poco passate le dieci del mattino ma per i bambini è già l’ora di pranzo). La donna letteralmente lo ingozza a cucchiaiate, tenendolo fermo per la testa, per impedirgli di girarsi a guardare gli amichetti che saltellano per la stanza. Quando si muove troppo, arrivano i primi ceffoni, che però diventano più violenti e insistenti quando il piccolo sporca con uno sputo di pappa i pantaloni della donna: ceffoni a piena mano che lo scuotono in qua e in là. Poi, spazientita, la Scuderi lo afferra per un braccio, lo tira su e lo porta via, in un’altra stanza«Lui voleva guardare gli altri bambini e rideva – racconta Manuel – e lei lo prendeva a ceffoni. Se ne stava lì davanti, impassibile, gli tirava un ceffone, lo guardava, e gliene tirava un altro. Il cuore mi batte ancora all’impazzata. Aver visto mio figlio mentre viene preso a schiaffi… Io lo amo più della mia stessa vita».

Le due coppie di genitori sono state convocate in procura in quanto, nei dieci giorni di filmati ripresi dalle telecamere collocate dalla squadra mobile all’interno dell’asilo, i loro figli risultano essere stati i bambini che hanno subito le violenze più sconcertanti. I secondi ad essere chiamati nella stanza del pm Galeotti sono stati Angela e Daniele, genitori di una bambina di 14 mesi. «Abbiamo detto alla polizia: o fate giustizia voi o ce la facciamo da soli».

Trattenendo a stento le lacrime, Angela ha esordito con queste parole all’uscita dalla procura. «Abbiamo visto la Scuderi prendere per i capelli mia figlia con una tale violenza che ha sollevato il seggiolone. Poi, tenendole la testa all’indietro, l’ha ingozzata di cibo e le ha premuto il bavaglino sul viso per non farla sputare. E alle mamme che pensano che la polizia abbia sbagliato ad arrestarla dico di guardare quelle immagini: era un lager non un asilo».

E le immagini sono sconcertanti. Si vede la Scuderi che dà la pappa alla bambina: una cucchiaiata dietro l’altra, a ritmo frenetico. Per farle aprire bocca la tira per i capelli, le sbatte la testa all’indietro, sulla spalliera in legno del seggiolone, la picchia con un qualcosa che sembra un thermos. Poi i ceffoni. E per farle mandare giù l’ultimo boccone, afferra il bavaglino e glielo tiene premuto sulla faccia per una decina di interminabili secondi.

«Ora capisco – prosegue Angela – perché mia figlia è terrorizzata ogni volta che le avvicino un cucchiaino per darle da mangiare. Auguro a queste due donne tutto il male del mondo e ringrazio la polizia per quello che ha fatto».
(04 dicembre 2009)

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5 dicembre 2009 - Posted by | Articoli, Famiglia | , , , , , , , , , , ,

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