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‘Non era un asilo ma un lager”


“Le ho viste prendere mio figlio, che ha 10 mesi a schiaffi sulla testa perché non voleva mangiare. Immagini schifose. L’hanno alzato di peso per picchiarlo. Aver visto mio figlio preso a schiaffi in quel modo mi ha fatto schifo”. I genitori dei bimbi maltrattati sono infuriati dopo la visione del filmato raccolto dalla procura nell’asilo Cip e Ciop di Pistoia. Tra loro c’è chi chiede giustizia e chi vuole un supporto psicologico per i bambini
“Le ho viste prendere mio figlio, che ha 10 mesi a schiaffi sulla testa perché non voleva mangiare. Immagini schifose. L’hanno alzato di peso per picchiarlo. Aver visto mio figlio preso a schiaffi in quel modo mi ha fatto schifo. Quelle due stanno bene in carcere”. Così il padre di un bambino di 10 mesi che per tre mesi ha frequentato l’asilo ‘Cip e Ciop’ di Pistoia. L’uomo, che ha 21 anni, si è recato in procura a Pistoia dove ha potuto visionare i filmati delle videocamere installate dalla polizia all’interno dell’asilo. La coppia di giovanissimi coniugi, con il bimbo in braccio, è uscita sconvolta e piangente dalla procura. Le immagini video choc che testimoniano i maltrattamenti all’asilo Cip – Ciop di Pistoia sono state mostrate nel pomeriggio dalla procura ai genitori che ne hanno fatto richiesta. Tra quei filmati ce ne è uno che mostra un bimbo di pochi mesi, meno di 12, che piange seduto su una piccola sedia, una delle due arrestate lo prende per il polso e lo solleva da terra, poi lo fa piegare sul suo braccio e lo picchia, infine lo rimette seduto e continua a picchiarlo. La procura ha vietato la diffusione dei video in questa fase delle indagini. “Un lager, non un asilo”
“Abbiamo detto alla polizia: o fate giustizia voi o ce la facciamo da soli perché quelle due non devono più poter camminare con le loro gambe”. Visibilmente sconvolta, è uscita dalla procura di Pistoia anche la seconda coppia che ha visionato i filmati delle videocamere nascoste dalla polizia all’interno dell’asilo ‘Cip e Ciop’ di Pistoia. “Le immagini sono nitidissime – ha detto la donna -. Abbiamo visto Laura Scuderi prendere per i capelli mia figlia che ha 14 mesi con una tale violenza che ha sollevato il seggiolone. Poi, tenendole la testa reclinata indietro, l’ha ingozzata di cibo e le ha premuto il bavagliolino sul viso per non farla sputare. Quella non è una donna, è una bestia. E alle mamme che pensano che la polizia abbia sbagliato ad arrestare la Scuderi e la Pesce, dico di guardare quelle immagini: era un lager non un asilo”.

Supporto psicologico per i bimbi
Alcuni genitori di bambini vittime delle violenze all’interno dell’asilo ‘Cip e Ciop’ di Pistoia chiederanno al Comune assistenza psicologica per i piccoli. La richiesta sarà formalizzata questa sera nel corso di una riunione tra il sindaco Renzo Berti e l’assessore all’istruzione Rosanna Moroni. La riunione è stata indetta dal comune di Pistoia per informare i genitori sulla possibilità di trovare una collocazione per i bambini dopo la chiusura dell’asilo.

“La Pesce non è una maestra”
Anna Laura Scuderi, che del ‘Cip e Ciop’ è la titolare, e Elena Pesce, una delle educatrici, sono in carcere a Sollicciano. I loro due avvocati, Stefano Panconesi e Giacomo Dini, incontreranno stamani il sostituto procuratore Ornella Galeotti e, in carcere, le loro assistite. Gli interrogatori di garanzia sono previsti domani. Intanto l’assessorato alla Scuola di Pistoia fa sapere che Elena Pesce, non è una maestra d’asilo bensì “una semplice collaboratrice”. Secondo quanto appreso, l’unica che avesse legalmente la possibilità di ‘insegnare’ in una scuola materna è la Scuderi, che dell’asilo ‘Cip e Ciop’ era la titolare.

Il giorno dopo gli arresti
La struttura stamattina ha aperto con il personale comunale chiamato a badare ai bambini delle famiglie che hanno deciso comunque di mandare i bambini al Cip Ciop. Stasera, dopo cena, ci sarà un nuovo incontro tra i genitori dei 30 bambini ospiti di quello che ormai è l’asilo degli orrori e l’assessore all’Istruzione Rosanna Moroni per valutare le esigenze e le volontà delle famglie. Verrà deciso se proseguire nell’attività dell’asilo gestito da personale comunale o distribuire i bimbi nelle altre strutture cittadine.

Rabbia, incredulità e sgomento
E’ una città arrabbiata, quella che si sveglia il giorno dopo l’arresto di Anna Laura Scuderi e Elena Pesce, le due ‘educatrici’ dell’asilo nido ‘Cip e Ciop’ di Pistoia accusate di maltrattamento su minori. «Non ci sono parole per esprimere la rabbia in casi come questi – dicono all’edicola della stazione, dove già di mattina i giornali locali sono esauriti -. Non c’è scusa che tenga, in galera devono rimanere, i bambini non si toccano e non si devono toccare», è diritto di tutti «sapere le cose come sono andate». Roberta è commessa in un negozio di abbigliamento per bambini: «Guardi che in città i pareri sono unanimi: se hanno fatto quelle cose, così come raccontano i giornali, devono pagare. Perché i bambini non si toccano». Il ‘Cip e Ciop’ aveva fama di essere un asilo dove veniva «insegnata la disciplina. Ma tra disciplina e tortura c’è la sua differenza – dice Maria Anna madre da pochi mesi e ha il suo bimbo nella carrozzina -. Non credo che per insegnare le regole ai bambini si debba ricorrere a cose come quelle che sono state raccontate».   

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5 dicembre 2009 - Posted by | Articoli, Famiglia | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

1 commento »

  1. SCIAGURATE COLORO CHE SONO CADUTI NELLA FOLLIA DI QUELLA DISTURBATA MENTALE SOSTITUTO PROCURATORE

    Commento di Anonimo | 6 dicembre 2009 | Rispondi


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