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SerIn: annuncio licenziamenti


L’azienda pistoiese che ha annunciato 43 licenziamenti su 47 addetti a partire da gennaio.

Pistoia, 16 dicembre 2009 – Hanno una famiglia, figli da mantenere, e mutui che ogni mese, implacabili, chiedono di essere pagati. Spesso, e coi tempi che corrono sempre di più, mariti in cassa integrazione, in mobilità o alle dipendenze di aziende in crisi. 43 delle 47 persone che il 31 dicembre saranno licenziate dalla SerIn, l’azienda di inserimento dati di Sant’Agostino, sono donne.

Sono tutte furiose e disperate, ma il giorno dopo l’annuncio di cessazione delle attività da parte di due responsabili del gruppo, continuano a lavorare a testa bassa per onorare la fiducia dei committenti che malgrado le tante voci di chiusura degli ultimi mesi, hanno rinnovato le commesse. Guai a provare a chiedere se hanno intenzione di rivolgersi subito agli uffici di un centro per l’impiego o un’agenzia interinale: “Con questa crisi è inutile anche provarci. La maggior parte di noi ha una grande esperienza, ma se l’è fatta qui. Non abbiamo titoli di studio particolarmente alti, per il momento non ci prenderebbero nemmeno in considerazione”, spiegano nervose fumando una sigaretta dietro l’altra.

 Benchè ormai ridotte al lumicino, le speranze delle lavoratrici sono tutte lì, negli uffici di via Galvani. “Il lavoro – spiega per tutte Paola Zappi, Rsu – ci sarebbe, anche grazie alla Soar, il consorzio delle banche di credito cooperativo che ci aveva rinnovato la fiducia. Purtroppo, i vertici della nostra società hanno deciso di far fuori la sede di Pistoia, continuando invece a tenere quella di altre città come Pisa. Dicono che la nostra è poco redditizia, ma – protesta Paola – non può essere vero”.

 Nata come Cetom, agli inizi del 2000, l’azienda era stata assorbita da Answers, e in seguito era entrata a far parte del Consorzio Eurocis, oggi Adecco (niente a che vedere con l’agenzia interinale) società operante in diverse città italiane. Il sindacato parla di un gruppo fatto di scatole cinesi, un piccolo colosso che sulla scia di tanti altri, adesso ha deciso di abbandonare Pistoia e le sue lavoratrici.

 “Siamo in uno stato d’animo tremendo – dice Romina Baroncelli – tutte noi abbiamo una famiglia da mantenere e ora non sappiamo come fare”. “Io – aggiunge Tania Biondi, un fratello cassintegrato Mas – ho due figli di 9 e 4 anni e tanti conti da pagare. Ho acceso un mutuo ventennale appena tre anni fa. E ora? Come lo pagherò?”. I fumi neri della crisi erano già entrati nelle case delle addette SerIn, già pronte ad organizzare scioperi e manifestazioni a partire da venerdì prossimo.

 “Mio marito lavora per la Breda – testimonia Annalisa Paolieri – Abbiamo due figli di 15 anni, di cui uno disabile al 100%. E’ una situazione a dir poco tremenda”. “Io ho due bimbi di 3 e 8 anni – dice Silvia Pieraccini – e mio marito lavora a Prato nel settore tessile… inutile dire cosa stiamo passando. Ci hanno fatto davvero un bel regalo di Natale”.

simone trinci

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21 dicembre 2009 - Posted by | Articoli, Economia, Famiglia, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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