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Comunicato Stampa CGIL Calabria


Primi e premiati in Europa, ultimi e penalizzati in Calabria.

È il paradosso che vivono i precari dell’ufficio urbanistica della Provincia di Crotone, premiati personalmente a Bruxelles per il loro progetto sulla Sicurezza Stradale dall’Unione Europea, primi fra i 39 punti di eccellenza selezionati, unici in Italia, inseriti sul sito internet dal Ministro Brunetta fra i 100 dipendenti pubblici “non fannulloni”, ma ultimi e penalizzati in Calabria.

Lavorano come precari da tre anni i cinque giovani ingegneri crotonesi, quindi secondo il Decreto “ammazza precari” di Brunetta da tempo convertito in Legge 133/2008, se entro il 30 giugno 2009 non verrà indetta, pubblicata ed espletata una procedura concorsuale per loro nella Pubblica Amministrazione, non potrà più esserci spazio: dovranno essere licenziati.
Visti i tempi della burocrazia, ed il blocco parziale delle assunzioni fino al 2011, il loro destino appare già, purtroppo, segnato.

Ma anche i precari dell’Università e della Ricerca, di cui la Calabria ha assoluta necessità se vuole fare dell’innovazione il punto fermo per recuperare il divario con il resto del Paese vivono lo stesso dramma.

Gli 11.000 operatori dei 51 Call Center presenti in Calabria, hanno appresso con rabbia e delusione la pubblicazione della circolare n. 25 del 3 dicembre 2008 del Ministro Sacconi, con la quale si elimina ogni possibilità di stabilizzazione per gli operatori “outbound”, cioè di tutte quelle ragazze e tutti quei ragazzi che, per portare a casa un salario spesso talmente basso da non coprire neanche le spese di trasporto, ogni giorno si vedono costretti a telefonare ad ignari clienti per proporre acquisti di beni o di servizi.

Con la crisi in atto, le vendite telefoniche di beni e servizi sono drammaticamente diminuite, ed ormai per questi ragazzi vedersi liquidare sul cedolino di fine mese, non è ancora una busta paga i precari non hanno questo privilegio, la “considerevole” somma di 7 euro mensili non è più un’eccezione ma per molti ormai, la regola.

Molti avevano finora resistito, sperando nella stabilizzazione, ma adesso a causa del Ministro Sacconi, che per i call center, ribaltando gli orientamenti e del passato Governo e dell’ex Ministro del Lavoro Damiano, considera come presunzione di lavoro quello autonomo, non hanno più speranze di veder trasformato il loro contratto a progetto in contratto di lavoro dipendente.

Grande preoccupazione fra i lavoratori e la CGIL stanno destando le apparenti difficoltà finanziarie in cui sembra versare il più grande call center calabrese Multivoice, che impiega, in diversi siti, a vario titolo oltre 2.000 operatori, ma che appartiene nei fatti ad una grossa multinazionale spagnola la Phonemedia presente con numerosi siti su tutto il territorio nazionale.

Nonostante a favore della multinazionale risultino stanziati finanziamenti Europei, per nuova occupazione, dalla Regione Calabria, oltre 350 lavoratori dipendenti non hanno ricevuto lo stipendio, e sono tanti i casi, fra i numerosissimi collaboratori a progetto, di cedolini di fine mese stampati a zero.

L’interrogativo che lo stanziamento dei finanziamenti ricevuto sia servito a “fare cassa”, per tamponare la probabile crisi di disponibilità finanziaria, senza però risolvere il problema visto il perdurare dell’insolvenza, aleggia fra i lavoratori.

Ma se le apparenti difficoltà finanziarie della Phonemedia non fossero solo quelle Calabresi?

Se i primi effetti diretti sull’occupazione delle grande crisi globale, investissero questa volta per prima la Calabria , nell’unico settore, quello dei call center, con numeri ed organizzazione “industriale” , e la valanga finisse per travolgere anche altre regioni, non sarebbe solo un’emergenza occupazionale ma una crisi senza ritorno e senza tutele sociale per i lavoratori.

Il fatto che l’amministratore delegato, atteso ad un incontro con i rappresentanti sindacali, abbia disdetto l’impegno, non lascia presagire nulla di buono.

Per queste ragioni, forti della preoccupazione espressa dai lavoratori, Nidil CGIL Calabria, ha da tempo richiesto un incontro urgente all’assessore regionale al lavoro per verificare lo stato dei finanziamenti, quali sono gli strumenti di controllo messi in atto nei confronti dell’azienda , e se sussistono nel caso le condizioni per tutelare e salvaguardare direttamente le spettanze dei lavoratori.

Un quadro che desta forti preoccupazioni, emerso in tutta la drammaticità nel corso di un’iniziativa pubblica con la stampa conclusa dal Segretario Generale della CGIL Calabria Sergio Genco, in vista dello Sciopero Generale del 12 dicembre, che NIDIL CGIL Calabria ha organizzato dando cosi la possibilità ai precari di tutte le 5 province calabresi, di far sentire direttamente la loro voce e le loro ragioni, motivate da uno stato di incertezza sul futuro con cui ormai hanno imparato purtroppo a convivere, tanti sono stati gli interventi, e le interviste televisive dei ragazzi e delle ragazze presenti, che hanno espresso i motivi della loro adesione allo sciopero rispondendo con la loro faccia, i loro nomi, le loro storie a quanti sostengono che sia solo uno sciopero “politico”.

Lo sciopero del 12 Dicembre sarà l’occasione per questi lavoratori di esprimere democraticamente, con la forza e la dignità, che questo Governo vorrebbe calpestare, il loro dissenso e la loro protesta, e per la CGIL la base di partenza per una nuova fase di proposte che speriamo non vedano ancora sordo il Governo.

Il Segretario Generale
NIDIL CGIL CALABRIA
Antonio Cimino

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22 dicembre 2009 - Posted by | Articoli, Economia, Lavoro, Politica | , , , , , , , , , , , , , ,

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