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LA TRAGEDIA DEL LAVORO MENTRE LE PROTESTE DILAGANO.


21 Dicembre 2009

I media non danno notizie ed il governo pensa a processo breve e limitazione della liberta’ di espressione. Per l’Istat a ottobre il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,2 per cento, il dato peggiore da aprile 2004 e cresciuto di 299 mila unita’ a ottobre 2009 rispetto a ottobre 2008.

L’Istat ha visto al rialzo quindi anche il numero delle persone in cerca di occupazione,. Nel mese i senza lavoro erano 2.039.000 (2.004.000 il dato diffuso in precedenza) a fronte di 1.740.000 registrato ad ottobre 2008. Nel terzo trimestre – ha spiegato l’Istat – il tasso di disoccupazione si e’ attestato al 7,8 per cento, il dato piu’ alto dal terzo trimestre 2005. Nel terzo trimestre il tasso di disoccupazione era del 12,4 per cento nel Mezzogiorno, del 6,9 nel centro e del 5,5 nel nord.

I posti di lavoro persi sono stati 508 mila nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, soprattutto a causa del calo dei posti registrato nel nord (-274 mila) e nel Mezzogiorno (-196 mila) mentre il centro tiene e perde solo 38 mila unita’.

Intanto la produzione dell’industria italiana di macchine utensili, robot e automazione ha registrato nel 2009 un calo del 30 per cento. Per il 2010 si prevede un calo della produzione del 14,1.

Problemi anche per le compravendite immobiliari. Per l’Istat “nel 2008 si sono registrate 913.925 , il 13,4 per cento in meno rispetto al 2007. Tale diminuzione – ha precisato l’Istituto di statistica – e’ presente in tutte le tipologie di immobili: -13,7 per cento per gli immobili ad uso abitativo, -9,0 per quelli ad uso artigianale, commerciale ed industriale, -10,4 per gli immobili ad uso ufficio e -12,7 per i fabbricati rurali. Il calo maggiore si registra nelle regioni settentrionali (-14,7 per cento), seguite dalle regioni del Centro (-14,2 per cento) e da quelle del Mezzogiorno (-9,9 per cento). In particolare – ha aggiunti l’Istat – le compravendite di immobili ad uso abitativo, che rappresentano oltre il 90 per cento del totale, si riducono del 15,0 nel Nord, del 14,4 nel Centro e del 10,2 nel Mezzogiorno”.

E mentre la crisi dilaga nascosta dalla propaganda del governo il Paese e’ percorso da contestazioni e scioperi ignorati dai media.

Ci sono le vertenze nazionali, come quella della Merloni o della Fiat, la crisi di interi settori o filiere e la debacle di molte piccole e medie aziende dell’indotto. La crisi sta lasciando dietro di se’ centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Ecco una piccola mappa di alcune delle vertenze in corso.

Merloni: Il corteo dei lavoratori del gruppo elettrodomestico Antonio Merloni ha sfilato ieri, mentre il sindacato ha definito la situazione dell’azienda una delle piu’ gravi crisi industriali del Paese. A piu’ di un anno dalla messa in amministrazione straordinaria del gruppo di elettrodomestici mancano infatti ancora reali manifestazioni di interesse per l’acquisizione del gruppo che conta 3.000 dipendenti in Italia, quasi tutti concentrati fra Marche e Umbria, piu’ 6-7 mila dell’indotto.

Fiat: problemi industriali e occupazionali colpiscono anche l’ultimo grande gruppo industriale italiano. Dopo Termini Imerese la mobilitazione e’ arrivata a Pomigliano d’Arco, dove una ventina di operai su cento hanno i contratti in scadenza e sono prima saliti sul tetto di un capannone e poi occupato per la notte la sala consiliare del Comune. Ieri lo stabilimento e’ stato chiuso per sciopero. Proteste anche all’Alfa di Arese.

Fincantieri: protestano i dipendenti, che hanno anche bloccato la partenza dal porto di Ancona della nave extralusso Silver Spirit. I lavoratori di Sestri Ponente a Genova, di Muggiano a La Spezia e di Ancona, da giorni si sono mobilitati e dormono in cantiere, bloccano la circolazione stradale e contestano il non pagamento (ingiustificato) dei 750 euro di premio di efficienza. Intanto sono a rischio le prospettive anche per i cantieri di Castellammare di Stabia.

La cantieristica e le attivita’ portuali sono tra i settori in difficolta’ tanto che a Taranto il sindacato ha firmato un accordo con Evergeen per la Cigs a zero ore di un anno alla Taranto terminal contanier, mentre proteste dei lavoratori delle Fs si sono svolte a Civitavecchia. Nel settore, che impiega oltre 100 mila addetti, sono migliaia quelli in Cig e il numero e’ destinato a salire con il ridursi delle commesse.

Alcoa e Vinyls: grave la situazione provocata dal blocco della produzione chimica negli impianti italiani della Vinyls, a Porto Torres e a Marghera, dove verra’ avviata una Cigs a rotazione a fronte di una richiesta da parte dell’azienda di 12 mesi di cassa integrazione per 323 addetti su un totale di 433 del gruppo. Problemi anche a Ravenna. Protesta e occupazione della palazzina Eni al petrolchimico di Marghera. I guai di Vinyls arrivano a ridosso della crisi di Alcoa, che ha avuto un effetto devastante sugli impianti di Portovesme in Sardegna e Fusina in Veneto, aprendo il fronte dell’industria dell’alluminio in Italia.

Yamaha: gli operai sono in lotta da oltre un mese contro la chiusura dello stabilimento di Lesmo (Monza): l’altro ieri 4 operai esasperati sono saliti per protesta sul tetto dello stabilimento. I sindacati sono stati convocati per oggi al ministero del Lavoro.

I dipendenti della Gros Market e due operai, ex dipendenti della Hydrogest, sono saliti per disperazione a 30 metri su una torretta di un impianto di depurazione. Anche i lavoratori dei call center Eutelia sono in agitazione. A Monza quelli di Phonemedia, 250 persone sono da 3 mesi senza stipendio ed i dipendenti Gruppo Omega, impiega 10 mila lavoratori. Stipendio sospeso da un mese anche per i 100 dipendenti della Omnia Network di Torino, da due mesi per quelli del Call center di Trapani. Irrisolta anche la vertenza Answers, 500 dipendenti, dove a settembre un gruppo di lavoratori si era incatenato con la carta igienica per richiedere lo stipendio.

Quasi nulla di tutto questo passa in tv e gli italiani al corrente dei fatti sono decisamente una minoranza.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

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23 dicembre 2009 - Posted by | Articoli, Economia, Lavoro, Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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