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Phonemedia, una storia dal sud truffato


L’imprenditore ha goduto dei fondi comunitari per 11milioni di euro per poi cedere l’azienda al gruppo Omega

Cessioni di rami di azienda, scatole cinesi, cambi improvvisi di propietà. Queste alcune pratiche ormai in voga nell’impresa italiana. Quando poi tutto ciò si applica al sud le conseguenze diventano drammatiche. E’ il caso dei lavoratori della Phonemedia, azienda che si occupa di formazione, che ad ottobre dello scorso anno sono finiti sotto il controllo di Omega, la stessa di Eutelia. Così 2500 dipendenti sono ora senza stipendio da tre mesi vittime di quella che si configura come una truffa. La vecchia propietà ha goduto dei fondi comunitari per circa 11milioni di euro per poi entrare in crisi. Spicca la latitanza delle istituzioni locali. Come ciò sia stato possibile lo raccontano il lavoratori che ora stanno occupando il proprio posto di lavoro.

La crisi industriale che colpisce le regioni del sud, non riguarda solo lo stabilimento Fiat di Termini Imerese, per il quale la vertenza ha assunto dimensioni nazionali, ma coinvolge anche tanti lavoratori di altri altri settori come quello delle Comunicazioni. Di recente è balzata alle cronache la vicenda dell’ex Eutelia, 11.000 dipendenti in tutta Italia, che si sono visti letteralmente depredare dei loro stipendi e Tfr a causa di alcune pratiche ormai in voga nell’impresa italiana.
Cessioni di rami di azienda, scatole cinesi, cambi improvvisi di propietà. Il lavoratori di Eutelia, ad esempio, sono così diventati Agile per poi passare al gruppo Omega poi rivelatosi un fantasma. Stessa cosa è successa per chi era impiegato presso la Phonemedia, azienda che si occupa di formazione, che ad ottobre dello scorso anno sono finiti proprio sotto il controllo di Omega. Si tratta dei dipendenti dei call center di Santa Maria di Catanzaro, assunti dal gruppo Raf che aveva investito al sud attraverso tre società, Web Call Center Ring, Soft4Web e Multivoice. A capo della società l’imprenditore novarese Fabrizio Cazzago.

Dopo la cessione al gruppo Omega per i lavoratori iniziano i guai, e attualmente i circa 2500 dipendenti calabresi non percepiscono lo stipendio da tre mesi cosa che li ha costretti ad attuare forme di lotta come l’occupazione del proprio posto di lavoro. Praticamente lo stesso percorso seguito da chi apparteneva all’ex Eutelia.

Ma nel caso calabrese la cosa più strana è che non si capisce come il gruppo Raf  abbia potuto dimettere la propria attività ad un’azienda che vanta nel suo curriculum numerosi fallimenti. Tanto più che Raf (di cui Phonemedia rappresenta il marchio) non sembrava in crisi.

Per i lavoratori di Phonemedia la vera ragione di tutto ciò deve ricercarsi nel comportamento, a dir poco, non trasparente della Raf di Cazzago. La vera ricchezza dell’impresa non era data dalle commesse ma dai finanziamenti comunitari ( a favore delle zone svantaggiate del sud) che nel settembre del 2008 hanno raggiunto la cifra di 11milioni di euro. A ciò si aggiunge il fatto che Raf ha continuato ad assumere fino a poco tempo fa, ed è su questo punto che per i dipendenti sorgono i maggiori sospetti.

Usufruendo della legge 488, che serve all’assunzione di lavoratori svantaggiati nelle regioni meridionali, Raf avrebbe licenziato alcuni dipendenti a tempo determinato per riassumerli subito dopo con contratto a tempo indeterminato ma grazie proprio alla 488. Un indubbio guadagno viste le agevolazioni fiscali e i finanziamenti che la norma concede. L’apparente aumento dei posti di lavoro sarebbe quindi una truffa. Non si capisce come sia stato possibile che i cosiddetti Durc, le procedure che verificano l’attestazione dell’assolvimento, da parte dell’impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, abbiano potuto dare il via libera alle agevolazioni per Raf.

alessandro fioroni

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15 gennaio 2010 - Posted by | Articoli, Economia, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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