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Piano sicurezza servono 50 uomini


Confronto tra prefettura, enti locali e forze dell’ordineper il rinnovo del ‘Patto’. Prato ha bisogno di 50 uomini tra poliziotti, carabinieri, e finanzieri. Cenni: “Evitiamo una Rosarno bis”

Da La Nazione cronaca di Prato

Prato, 13 gennaio 2010 – Una trentina di poliziotti, una decina di carabinieri e altrettanti finanzieri. Più il rafforzamento degli organici dell’ispettorato del lavoro ma anche risorse per le telecamere, un Cie in Toscana e provvedimenti a favore dell’integrazione.

Sono queste, numero più numero meno, le richieste che Prato farà al ministero dell’Interno per combattere illegalità, criminalità e immigrazione clandestina attraverso il prossimo patto per la sicurezza che sarà firmato dal ministro Maroni il prossimo 26 gennaio.

Proprio la visita del ministro ha «consigliato» al comitato per l’ordine pubblico che si è riunito ieri in prefettura di puntare al colpo grosso, ovvero di chiedere il massimo per cercare di ottenere più possibile. Non solo, il sindaco Cenni presto andrà a Roma per presentare di persona le esigenze della città al ministero e chiedere un salto di qualità nel prossimo patto, ovvero di guardare sì alla repressione ma anche all’integrazione con provvedimenti ad hoc sulla scuola, la casa, la sanità e modifiche legislative che puntino a scoraggiare comportamenti illegali (revoca del permesso di soggiorno a chi subaffitta a clandestini o li impiega in azienda, confisca dei beni o blocco temporale dell’attività sono alcune ipotesi).

n’esigenza, quella dell’integrazione, sottolineata anche dal presidente della Provincia Lamberto Gestri: «Dobbiamo dare priorità al reintegro degli organici delle forze di polizia e dei carabinieri, perché non possiamo correre il rischio, molto concreto, di sguarnire il territorio — è stato il suo commento al termine della riunione — Inoltre è necessario un patto forte, con risorse concrete, tra governo, Regione e amministrazioni locali per sostenere un progetto speciale per l’integrazione che parta dai bambini e dai giovani».

L’obiettivo primario resta comunque rafforzare gli organici delle forze dell’ordine, così da aumentare l’attività della squadra interforze, e dell’ispettorato del lavoro.

«Le risorse umane servono, certo, così come serve un Cie in Toscana oppure uno spazio per Prato a Bologna o Perugia — chiude Cenni — Però è fondamentale pensare anche all’integrazione, ad allentare alcune situazioni di tensione che si possono creare. Dobbiamo prevenire un altro caso Rosarno. Siamo un laboratorio che governo e Regione devono tenere in considerazione: c’è bisogno di risorse adeguate e la situazione va monitorata con attenzione coinvolgendo categorie economiche e sindacati».

Leonardo Biagiotti

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15 gennaio 2010 - Posted by | Articoli, Politica | , , , , , , , , , , , , ,

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