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Phonemedia, il giorno della rabbia


A Loiero: «Il lavoro non si tocca». A breve la Prefettura fisserà un nuovo incontro con la Regione

Gabriella Passariello

L’avevano detto che prima o poi avrebbero bloccato la città e l’hanno fatto. I lavoratori Phonemedia-Omega in centinaia ieri hanno manifestato per le vie del capoluogo bloccando la viabilità e facendo sentire la loro voce contro una «azienda fantasma più volte inutilmente sollecitata» che non eroga ai dipendenti gli stipendi da oltre tre mesi e contro il silenzio della Regione assente ai tavoli di concertazione.

I dipendenti del call center di Santa Maria erano stati autorizzati a protestare in piazza Matteotti, ma non si sono fermati davanti a niente e nessuno, hanno percorso le vie del centro storico e insieme a loro si sono uniti gli studenti e i Cobas di Roma. Si sono fermati davanti a Palazzo di Vetro gridando «la Provincia si è nascosta», poi di fretta hanno deviato per largo Serravalle, direzione Palazzo Alemanni. «Stiamo arrivando Loiero, il lavoro non si tocca», hanno chiesto chiarezza davanti al portone della presidenza della Giunta regionale rimasto chiuso, trasparenza su quegli 11 milioni di euro stanziati per l’avvio dell’attività del call center «finiti chissà dove e nelle tasche di chissà chi», hanno invocato sostegno e richiamato le istituzioni ad un’assunzione di responsabilità. «Quest’anno non votiamo, fuori i soldi» hanno urlato al megafono il loro dramma sociale, «che non può passare inosservato», permettendo di insabbiare un caso che loro considerano il frutto di una truffa. Chiesto anche l’intervento della Corte dei Conti. «Appare evidente il grande sperpero di denaro pubblico comunitario – hanno incalzato – ed è ancora più palese il fatto che nessuno si sia assunto le proprie responsabilità. Ci chiediamo come sia possibile non considerare fondamentale questa tragedia sociale che coinvolge 2500 lavoratori nella città di Catanzaro, 10 mila in tutta Italia, una frode legalizzata, dove ancora nessuno ha pagato se non noi lavoratori e le nostre famiglie».

Traffico in tilt

I dipendenti del call center di Santa Maria erano stati autorizzati a protestare in piazza Matteotti, ma hanno poi messo in attio un corteo che ha raggiunto prima il palazzo della Provincia e poi, attraverso largo Serravalle, la sede della Regione a Palazzo Alemanni. Quindi il corteo si è spostato sul ponte Morandi, paralizzando il traffico della città per diverse ore. Infine il rientro nel centro cittadino attraverso via Turco e nuovamente piazza Matteotti.

articolo originale : http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=35803&Edizione=9

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21 gennaio 2010 - Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , ,

1 commento »

  1. L’articolo originale è molto più lungo, completo, manca una parte qui che ritengo sia essenziale per la sua comprensione.

    Commento di giovanni iedà | 22 gennaio 2010 | Rispondi


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