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Call center da incubo Frustate e slogan Cinque arresti


I dipendenti del call center collegato all’azienda che vendeva aspirapolvere dai finti poteri terapeutici venivano sottoposti a vessazioni varie

‘Tutta la vita davanti’, il film di Paolo Virzì tratto dal libro autobiografico di Michela Murgia, ‘Il mondo deve sapere’, è quanto mai attuale e utile per immaginare la realtà lavorativa della ‘Italcarone’ di Incisa Valdarno.

L’azienda vendeva ‘porta a porta’ aspirapolveri che venivano falsamente presentati come presidio medico chirurgico/elettromedicale anti-acaro, capace di risolvere problemi di asma ed altre malattie respiratorie. Prodotti importati dagli Stati Uniti, del valore commerciale di 350 euro, che venivano venduti ai malcapitati  all’esorbitante prezzo di 4000 euro.

Ma forse quel che sonvolge di più in questa storia non è neppure la frode scoperta dagli uomini del Comando Provinciale di Firenze della Guardia di Finanza, che ha condotto al fermo di quattro uomini e una donna (altre 11 persone sono indagate), tutti venditori ‘porta a porta’ del ‘miracoloso’ prodotto.

Quel che lascia esterrefatti è la ricostruzione che la GdF ha fatto delle condizioni di lavoro all’interno del call center messo in piedi dall’azienda. I telefonisti venivano reclutati dall’azienda tramite inserzioni sui giornali, nelle quali non veniva specificato il ruolo da ricoprire, e venivano poi addestrati al loro compito.

Come nel film, ogni mattina cominciava con processo di ‘caricamento spirituale’ fatto intonando l’inno nazionale, recitando canti e slogan. Per incitare i dipendenti a ottenere buoni risultati, venivano loro offerte promesse di viaggi in luoghi esotici, insignificanti gadget e lodi aziendali.

Per non parlare delle frustate sulle gambe, che i lavoratori ricevevano quando gli appuntamenti non erano ritenuti sufficienti, o delle umiliazioni pubbliche loro imposte. Una volta esaurito il loro potenziale di conoscenze, i dipendenti venivano quindi licenziati.

I vertici dell’azienda sono finiti in manette per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla frode fiscale. Quasi quattro milioni e mezzo, secondo le fiamme gialle, l’ammontare di vendite in nero dell’azienda, con filiali anche ad Arezzo e Massa.

La Federconsumatori Toscana, che ha contribuito all’avvio delle indagini grazie alle segnalazioni dei propri associati, esprime grande soddisfazione per l’operazione, annunciando di volersi costituire parte civile nel processo contro i cinque arrestati per la frode che sarebbe stata messa in atto dalla Italcarone con la vendita di aspirapolvere. ”Rinnoviamo i nostri complimenti – si legge in una nota dell’associazione – al Comandante della Guardia di Finanza di Firenze ed ai suoi collaboratori che dopo alcuni mesi di indagini sono approdati agli arresti del rappresentante legale della Italcarone e a 4 suoi compartecipanti per frode in commercio e frode fiscale”.

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13 maggio 2010 - Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , ,

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