Casalieri's Blog

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Scaldalo G8: ma quanto era larga, la “banda larga”?

Per ora conta più di 400 “beneficiati illustri”, ma non è detto che sia tutto qui

Repubblica ci fornisce oggi una deprimente lista di VIPs, con stipendi da VIPs, e con abitudini che vanno dal semplice “accattonaggio molesto” alla concussione ed alla corruzione. Questo [L’articolo di Francesco Viviano]

Ecco la lista Anemone: gli affari, le case, la rete del potere. Un elenco di beneficiari di ristrutturazioni: da Lunardi, a Bertolaso, ad alti dirigenti di Stato. Anche interventi a Palazzo Grazioli e Palazzo Chigi

PERUGIA – È un elenco che raccoglie tutti gli interventi edili (di ristrutturazione e ricostruzione) affrontati da Diego Anemonenegli uffici pubblici e appartamenti privati della nomenklatura nazionale. Palazzo Chigi, la residenza privata di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, le abitazioni degli ex ministri Pietro LunardiClaudio Scajola, prime e seconde case, in città e in montagna. Le dimore di Guido Bertolaso (si scopre che a Roma sono due: in via Bellotti Bon e in via Giulia) e i suoi uffici della Protezione Civile.

E ancora capi di gabinetto, capi di dipartimento nei ministeri, capi di uffici legislativi, della Protezione Civile e del ministero della Giustizia, dirigenti Rai, generali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, agenti dei servizi segreti. Una lista dettagliata dei lavori al Viminale, ai ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, nella sede di Forza Italia e negli alloggi privati di segretarie di ministri (è il caso di Fabiana Santini assistente del Ministro Scajola, oggi assessore regionale nel Lazio). Ma nell’elenco appaiono anche i nomi di giornalisti, registi, produttori cinematografici, sacerdoti e parenti di vari “notabili”.

Un “libro mastro” che conterrebbe 412 nomi, secondo alcune indiscrezioni. Nel novero ci sarebbero anche nomi altisonanti della sicurezza nazionale. Sono ora in corso verifiche per accertare se i beneficiari dei lavori di Anemone ne hanno goduto per fini istituzionali o con finalità private. Non è soprattutto chiaro se e quali lavori siano stati regolarmente pagati o e se sono il frutto di regalie. (…siamo certi che i diretti interessati saranno in grado di esibire fatture, pagamenti, estratti conto bancari. NdR)

L’elenco è stato sequestrato il 14 ottobre del 2008 dalla Guardia di Finanza di Roma negli uffici della società di Diego Anemone, il costruttore appena uscito dal carcere, al centro della cosiddetta cricca“, un sistema incardinato nelle figure di Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola, Fabio De Santis, gli alti funzionari che assegnavano gli appalti pubblici. Per oltre 19 mesi queste “carte” sono state “custodite”. E sarebbero ancora lì, nel buio, se le inchieste delle procure di Firenze e di Perugia non avessero spezzato il silenzio sul sistema affaristico capace di condizionare decisioni politiche, burocrazie, spesa pubblica, nomine. Una ragnatela che si è rafforzata negli ultimi anni, quando il governo ha trasformato le politiche pubbliche in politiche di “emergenza” che hanno cancellato ogni trasparenza nell’assegnazione degli appalti.

L’elenco, che Repubblica è in grado di rivelare, mostra innanzitutto quanto fragile sia la difesa messa in campo dagli ex ministri Scajola e Lunardi; e soprattutto dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.

Lunardi ha sempre dichiarato che  –  è vero  –  gli è capitato di utilizzare le imprese di Diego Anemone, ma soltanto per trascurabili lavori nella sua casa di campagna nei pressi di Parma. Le carte oggi documentano che gli interventi delle ditte di Anemone a vantaggio dell’ex ministro sono almeno tre, oltre quello di Parma. Nel suo “sistema gelatinoso” risultano lavori di ristrutturazione nel palazzo di via Dei Prefetti (acquistato da Lunardi a bassissimo costo grazie ai buoni uffici di Anemone e forse grazie al suo denaro), a “Cortina d’Ampezzo” (una casa di montagna del ministro) e nell’ufficio di Via Parigi; infine in via Sant’Agata dei Goti dove c’è un appartamento venduto nel 2004 da una società del figlio di Lunardi a “Iniziative Speciali” della madre di Claudio Rinaldi, commissario per i Mondiali di Nuoto (la Procura di Perugia ha chiesto l’arresto di Rinaldi).

Scajola, ministro dell’Interno e poi per l’attuazione del programma e infine in questa legislatura ministro dello Sviluppo economico, ha detto di non sapere chi fosse “questo Anemone”, eppure è stato proprio Anemone a pagare 900 mila euro in nero per il suo appartamento al Colosseo. Nelle carte si scorge un rapporto molto più diffuso. C’è traccia della ristrutturazione della casa di Via Fagutale con vista sul Colosseo ma anche di due “interventi” a suo favore in un appartamento di via Barberini 38 e nel suo ufficio di ministro di Via Molise.

Guido Bertolaso è però il caso più clamoroso. Nel suo interrogatorio a Perugia non ha ritenuto di raccontare ai pubblici ministeri Tavernesi e Sottani dei rapporti professionali intercorsi tra sua moglie e Diego Anemone. Soltanto nella conferenza stampa convocata a palazzo Chigi, Bertolaso  –  consapevole che alcuni giornali erano già in possesso della notizia  –  ha ritenuto di bruciarla svelando pubblicamente che sua moglie era stata incaricata dal costruttore-corruttore di ridisegnare il verde del Salaria Sport Village.Gloria Piermarini incassò 25 mila euro soltanto per la progettazione: “Un lavoro interrotto  –  ha spiegato il sottosegretario  –  quando si seppe che Anemone sarebbe stato beneficiario di appalti da parte della Protezione Civile”. (…il “Salaria Sport Village” è quello famoso dei massaggi al Cacao Meravigliao. Da appassionato ex tennista e guardone di tennis, ho appreso con un certo disagio che Direttore Tecnico del “Village” era – non so se lo sia ancora, Stefano Pescosolido, mentre Presidente della struttura era – o è ancora – Nicola Pietrangeli. Spero che entrambi si siano chiamati fuori quando hanno iniziato a sentire puzzo di bruciato. NdR)

È questa l’affermazione smentita. Dal repertorio contabile sequestrato ad Anemone si viene a sapere che non solo il costruttore ha ristrutturato l’appartamento di Bertolaso in via Bellotti Bon (ha ammesso di essersi fatto risistemare le “tapparelle”), ma anche in due occasioni un altro appartamento in via Giulia, di cui fino ad ora non si conosceva l’esistenza. Il nome di Bertolaso figura in una terza occasione. Soltanto il cognome. “Bertolaso”, e nulla più (non è indicato il luogo dell’intervento nè la modalità). Ma soprattutto si legge che già dal 2004 Anemone interviene negli uffici della Protezione Civile di via Vitorchiano e anche in altre due occasioni nell’ufficio personale del capo della Protezione Civile in via Ulpiano.

Quindi, la moglie di Bertolaso accetta di lavorare per Anemone dopo che questi ha già goduto di appalti da parte del marito e non – come ha lasciato credere pubblicamente Bertolaso – che quel rapporto professionale s’è interrotto perché era nato il legame tra Anemone e la Protezione Civile. Dalle carte dell’inchiesta emerge un’altra netta smentita ad una delle affermazioni che il direttore della Protezione Civile ha diffuso nei giorni scorsi. Bertolaso ha detto che sempre si è dato da fare con successo per contenere la spesa impedendo che gli appalti si gonfiassero. Se si legge invece, dei “lavori relativi al quarto lotto di interventi infrastrutturali e complementari della Maddalena per il palazzo delle Conferenze”, si scopre che i lavori aggiudicati per 52 milioni di euro, lievitano fino 104 milioni di euro. Quindi raddoppiano.

Vediamo ora il lungo elenco (ancora provvisorio e incompleto) dei beneficiari delle opere di Anemone così come state raccolte dagli inquirenti:

Riproduciamo dal testo sequestrato dalla Guardia di Finanza con l’elenco dei lavori effettuati dalla ditta Anemone. Un elenco in cui non si specifica se le ristrutturazioni siano state pagate o meno.

Ingegner Claudio Rinaldi, Commissario Mondiali di nuoto – Francesco Pittorru, Generale della Guardia di Finanza ora ai servizi segreti) – Mario Pugliese, Guardia di Finanza, lavorava nella sede di via dell’Olmata, è ritenuto un informatore di Anemone.

Enrico Bentivoglio, funzionario di via Ferratella, dove ha sede il Dipartimento delle opere pubbliche diretto da Angelo Balducci – Mauro Della Giovampaola: è il capo missione struttura G8 alla Maddalena – Palazzo Chigi, letto. Palazzo Chigi, cucina. Ladispoli, Marco Caiazza (funzionario provveditorato opere pubbliche di Roma o sovrintendenza). Todi,Pupi Avati.

Federico Riggio (figlio di Vito Riggio, Enac?) – Mancino Chiara (figlia di Nicola) – Fabio De Santis – Sarappalti Alessandria (la società è collegata con Giandomenico Monorchio, il figlio dell’ex-ragioniere dello Stato). Alberto Donati, genero di Ercole Incalza, capo struttura di missione nel ministero delle infrastrutture di Alterio Matteoli). Innocenzi (Giancarlo. membro Agcom?) –Fiori (potrebbe essere Publio, ha rapporti con Anemone) – Liolli Luigi (ingegnere dei vigili del fuoco di Roma) – Cesara Bonamici (giornalista Tg5) – Peppe Pascucci (suocero di Anemone e padre di Arnaldo Pascucci, funzionario dei servizi).

Generale PittorruGen.Savino: parquet, cucina, scala, armadi, porte (generale dei carabinieri ora in pensione). Mario Pugliese (Mario viene attivato da Anemome dopo i controlli dell’ottobre 2008, oggi sarebbe ai Servizi). Via Ruffini: Pubblio Fiori.

Imbrighi Giampaolo: ha progettato lo stand italiano a Shangai Expo; è suo il progetto della piscina di parco san Paolo – Lungotevere dei Papi, via Aosta (casa di Claudio Rinaldi) – Via della Pigna (case di Angelo Balducci, comprate con gli assegni di Zampolini)Prof. Thau (suocero di Angelo Balducci) – Luciana, Segretaria di Angelo BalducciRoberto Calcabrini (titolare Cogecal, impresa che ha fatto la bonifica al G8, un lavoro che ha visto la collaborazione di Francesco Piermarini, cognato di Bertolaso, che da una nota risulta essere retribuito con 125 mila euro) – Poletti (ex generale della Guardia di Finanza, ora ai Servizi segreti, già coinvolto nell’inchiesta Why not).

Andrea Monorchio (è stato Ragioniere Generale dello Stato, nominato da Berlusconi). Maria Pia Forleo (funzionario del ministero delle infrastrutture, stretta collaboratrice di Balducci; importante il suo ruolo nell’assegnazione dei lavori per il Mondiali di nuoto) – Paolo Zini (tecnico ufficio Mondiali di nuoto, tra i progettisti della piscina parco San Paolo di Pisciscelli) – Roberto Di Mario, segretario particolare di Algelo Balducci – Goacomo Aiello (capo ufficio legislativo della Protezione Civile, la vera mente del dipartimento: prepara tutte le ordinanze) – Sig. Leone Gian Carlo (vice direttore generale della Rai, figlio del presidente emerito della Repubblica. Dottoressa Iurato (dirigente del ministero degli Interni che si occupa di logistica, caserme…). Colonnello Granada (GdF) – Mons. Francesco Camaldo, decano dei cerimonieri pontifici.

Nicola Mancino, vicepresidente del Csm – Signora Nastasi (moglie di Salvo Nastasi, capo di gabinetto di Bondi?). Via dei Cartari (al numero 11, abita Mauro Masi, direttore generale Rai, la casa è di proprietà di uno dei figli di Balducci, acquistata con gli assegni di Zampolini). Gaetano Blandini, Direttore Cinema del Ministero dei Beni Culturali di Sandto Bondi) – Sig. Calogero Lillo Mauceri di Palazzo Chigi (è stato nel governo Prodi alla segreteria generale di Palazzo Chigi con Carlo Malinconico) – Figlia Maria Pia Forleo (vedi sopra). Della Giovampaola. Mauro Casa (funzionario del ministero delle Infrastrutture) – Luigi Mazzella(1) e Gaetano Silvestri, giudici costituzionali.
(13 maggio 2010)

Questo l’articolo di Repubblica, che si limita a prendere l’elenco stilato dagli inquirenti. Non dubitiamo che tutti saranno in grado di dimostrare che i lavori effettuati nelle loro pregiate magioni siano sempre stati regolarmente fatturati e pagati. Avranno le ricevute dei pagamenti, le tracce bancarie, no? Ciò non toglie che suona abbastanza strano che “tutti ma proprio tutti” questi “ruotanti” intorno alla Protezione Civile, al Governo, alle Grandi Opere, alla Rai, alla Fininvest, scegliessero come un sol uomo la ditta Anemone, che economicissima, diciamolo, non sembra essere.

Anche Scajola, prima o poi, scoverà finalmente il mascalzone che gli ha regalato a sua insaputa 900.000 euri, e ce lo farà sapere (anche se per ora si rifiuta di andare a deporre a Perugia, perchè “non ci sono le condizioni di garanzia necessarie”. Non dubitiamo, comunque, che oggi, e nei prossimi giorni, Monica Setta (candidata al “Premio Chupa-Chupa 2010”), ci dirà “tutto-ma-proprio-tutto” sulla banda larga. Rimaniamo in fiduciosa attesa.

(1) Per coloro che, come il sottoscritto, soffrono di scarsa memoria, ricordiamo che sul Giudice della Corte Costituzionale Mazzella (e sul suo elevato senso dello Stato) il Tafanus aveva pubblicato, sette mesi fa (6/10/2009) un post, dopo che il Giudice era stato beccato ad organizzare una cena carbonara con Berlusconi, alla vigilia della sentenza di costituzionalità del Lodo Alfano prima versione. Post, al quale vi rimando, dal titolo [Corte Costituzionale e lodo Alfano: una partita senza regole, e senza moralità] Tafanus

articolo originale :

http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2010/05/scaldalo-g8-ma-quanto-era-larga-la-banda-larga-per-ora-conta-più-di-400-beneficiati-illustri-ma-non-.html


14 maggio 2010 Posted by | Articoli, Politica | , , , , , , , , , , , | 4 commenti

Necessaria l’autorizzazione del governo per diffondere immagini sul web

Roma, 14-01-2010

“Il governo si accinge a modificare una parte rilevante della normativa su tv e Internet senza alcun coinvolgimento del Parlamento” : lo dichiara Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del Partito Democratico. “Questo vero e proprio blitz e’ affidato al decreto di recepimento della direttiva UE sul ‘product placement’, approvato a meta’ dicembre e che da oggi e’ all’esame della Camera, ma solo per un parere non vincolante”, sottolinea Gentiloni.

“Il Parlamento ha potuto conoscere solo in questi giorni e a cose fatte un decreto che configura un clamorosa eccesso di delega”, denuncia il responsabile comunicazioni del PD. “Il recepimento della direttiva UE e’, infatti, solo un pretesto per accrescere gli affollamenti pubblicitari su Mediaset e diminuirli su SKY, nonche’ per cancellare le norme a sostegno della produzione indipendente di fiction e del cinema italiano, introdotte dai governi del centrosinistra nel ’98 e nel 2007”.

“Altrettanto grave – prosegue Gentiloni – e’ il blitz nei confronti di Internet.
Il decreto, infatti, sottopone la trasmissione di immagini sul web (dalle web tv a YouTube) a regole tipiche della televisione e a una preventiva autorizzazione ministeriale, con una incredibile limitazione dell’attuale modalita’ di funzionamento della rete”. “Da domani (oggi ndr) – conclude l’esponente democratico – daremo battaglia in Parlamento per contrastare questo ennesimo stravolgimento delle regole a vantaggio di una logica aziendale

Articolo 21 scrive che: “Il decreto include la fornitura delle immagini via internet tra le attività che necessitano di un’ autorizzazione del Governo, poi estende la rigida disciplina del diritto d’autore ai fornitori di servizi via internet con disposizioni dagli effetti simili a quelli della controversa legge francese (per inciso c’entra qualcosa la causa di Mediaset contro Youtube per i filmati trasmessi su quest’ultima piattaforma?)
Infine estende il diritto di rettifica anche ai TG eventualmente trasmessi sul web anche in questo caso con un intento che ricorda quanto il Governo ha già tentato di fare con riferimento ai Blog, per cui potrebbe essere una disposizione che apre la strada per imbavagliare i contenuti veicolati o su Internet in tutte le loro forme (soprattutto se letta in combinato disposto con la norma sul diritto d’autore)”.

15 gennaio 2010 Posted by | Articoli, Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Piano sicurezza servono 50 uomini

Confronto tra prefettura, enti locali e forze dell’ordineper il rinnovo del ‘Patto’. Prato ha bisogno di 50 uomini tra poliziotti, carabinieri, e finanzieri. Cenni: “Evitiamo una Rosarno bis”

Da La Nazione cronaca di Prato

Prato, 13 gennaio 2010 – Una trentina di poliziotti, una decina di carabinieri e altrettanti finanzieri. Più il rafforzamento degli organici dell’ispettorato del lavoro ma anche risorse per le telecamere, un Cie in Toscana e provvedimenti a favore dell’integrazione.

Sono queste, numero più numero meno, le richieste che Prato farà al ministero dell’Interno per combattere illegalità, criminalità e immigrazione clandestina attraverso il prossimo patto per la sicurezza che sarà firmato dal ministro Maroni il prossimo 26 gennaio.

Proprio la visita del ministro ha «consigliato» al comitato per l’ordine pubblico che si è riunito ieri in prefettura di puntare al colpo grosso, ovvero di chiedere il massimo per cercare di ottenere più possibile. Non solo, il sindaco Cenni presto andrà a Roma per presentare di persona le esigenze della città al ministero e chiedere un salto di qualità nel prossimo patto, ovvero di guardare sì alla repressione ma anche all’integrazione con provvedimenti ad hoc sulla scuola, la casa, la sanità e modifiche legislative che puntino a scoraggiare comportamenti illegali (revoca del permesso di soggiorno a chi subaffitta a clandestini o li impiega in azienda, confisca dei beni o blocco temporale dell’attività sono alcune ipotesi).

n’esigenza, quella dell’integrazione, sottolineata anche dal presidente della Provincia Lamberto Gestri: «Dobbiamo dare priorità al reintegro degli organici delle forze di polizia e dei carabinieri, perché non possiamo correre il rischio, molto concreto, di sguarnire il territorio — è stato il suo commento al termine della riunione — Inoltre è necessario un patto forte, con risorse concrete, tra governo, Regione e amministrazioni locali per sostenere un progetto speciale per l’integrazione che parta dai bambini e dai giovani».

L’obiettivo primario resta comunque rafforzare gli organici delle forze dell’ordine, così da aumentare l’attività della squadra interforze, e dell’ispettorato del lavoro.

«Le risorse umane servono, certo, così come serve un Cie in Toscana oppure uno spazio per Prato a Bologna o Perugia — chiude Cenni — Però è fondamentale pensare anche all’integrazione, ad allentare alcune situazioni di tensione che si possono creare. Dobbiamo prevenire un altro caso Rosarno. Siamo un laboratorio che governo e Regione devono tenere in considerazione: c’è bisogno di risorse adeguate e la situazione va monitorata con attenzione coinvolgendo categorie economiche e sindacati».

Leonardo Biagiotti

15 gennaio 2010 Posted by | Articoli, Politica | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento