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L’amaro addio delle 47 della Ser.In

CRISI

“È finita!!! Non ci dimenticate. Grazie”. È un grazie in parte ironico e amareggiato. I destinatari afferreranno al volo il messaggio. Per le ragazze della Ser.In ieri era l’ultimo giorno di attività. Dal 31 marzo la ditta di servizi informatici e back office bancario ha cessato di esistere.

 

di Tiziana Gori

Le dipendenti della Ser.In si sono ritrovate ieri per l’ultimo saluto davanti alla sede della loro ormai ex azienda a Sant’Agostino chiedendo di non essere dimenticate dopo la chiusura dell’attività

PISTOIA. “È finita!!! Non ci dimenticate. Grazie”. È un grazie in parte ironico e amareggiato. I destinatari afferreranno al volo il messaggio. Per le ragazze della Ser.In ieri era l’ultimo giorno di attività. Dal 31 marzo la ditta di servizi informatici e back office bancario ha cessato di esistere.

I 47 dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore per un anno. Nessuno di loro è riuscito a trovare un lavoro altrove. Ieri mattina le lavoratrici – non ce ne vogliano i 3 uomini della Ser.In, ma anche in questa ditta la compenente femminile era maggioritaria – si sono date appuntamento alla sede di Sant’Agostino, in via Galvani. «Vogliamo festeggiare con un brindisi d’addio», spiega Annalisa Paolieri, impiegata alla ex Cetom dal 1987.

Alla base della chiusura della Ser.In ci sarebbe la perdita di ordinativi. Ma su questo punto le lavoratrici hanno molto da obiettare, e l’hanno fatto inviando una lettera al neo governatore della Regione Enrico Rossi. «Confidiamo in lei, nella sua voglia di fare, nell’impegno che ha preso con gli elettori affinché non ci dimentichi e non ci faccia dimenticare dal mondo lavorativo pistoiese».

La Ser.In era un’azienda dalle radici solide. Nata ad Agliana nel 1976 come Cetom, fondata da Danio Carlesi e Alfredo Pasquinelli, ha avuto per molti anni lavoro da istituti di credito a livello nazionale e aziende private.
«Le difficoltà – spiegano Annalisa Paolieri e Maria Teresa Dolfi, rsa Cgil – sono nate con la cessione dell’attività da parte di Danesi e Pasquinelli a Salvatore Leggiero, nel 2003. Siamo stati acquisiti da Answers Group, e da lì è iniziato il declino».

Un’altra cessione, nel 2005, quando diventa Selda srl, con Walter Sugoni direttore. E nel luglio 2008 di nuovo un cambio di nome, l’ultimo: Ser.In srl. «Le prime voci di crisi – spiega Tania Biondi, operatrice con 18 anni di esperienza nel settore dell’inserimento dati – sono iniziate a febbraio del 2009. Ad agosto il sindacato ha ricevuto una lettera da parte dell’azienda che annunciava la messa in mobilità di tutto il personale».
Un tira e molla estenuante di trattative, fino a ieri. Il giorno in cui Ser.In a Pistoia ha smesso definitivamente di esistere.

A poche centinaia di metri dal punto in cui le lavoratrici Ser.In posano con uno striscione di carta davanti al fotografo, i dipendenti Call & Call (ex Answers) lavorano ai loro terminali. Due storie dal finale opposto. In mezzo, persone che comunque devono mantenere famiglie e vogliono credere di poter continuare a dare qualcosa, a se stesse e agli altri. «Ho due figli – dice Alessandra Iafrate, con la figlia di 6 mesi, Ambra, in braccio – Mio marito lavorava nel tessile. La sua azienda ha chiuso a luglio. Stiamo andando avanti grazie alla disoccupazione e ai nostri genitori».

«Io e mia moglie siamo l’unica coppia della Ser.In – spiega Alessandro Lunardi – Abbiamo una figlia di 6 anni. Adesso siamo senza lavoro tutti e due».

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01 aprile 2010

28 giugno 2012 Posted by | Lavoro | , , , , , , , , | 1 commento

Transitalia, i lavoratori bloccano il trasloco e occupano l’azienda

 

di Daniele Benvenuti

PISA. Dallo sciopero ad oltranza all’occupazione della sede per impedire che la proprietà porti via gli strumenti di lavoro.  In 24 ore la situazione alla Transitalia Logistic di Ospedaletto, società che lavora per la C-Global nel settore dei servizi bancari, è precipitata.  In attesa ancora degli stipendi di dicembre, gennaio, febbraio e della tredicesima, i 29 lavoratori (la quasi totalità donne) lunedì hanno proclamato lo sciopero ad oltranza visto che la proprietà ha deciso la chiusura della sede pisana per il prossimo 31 marzo. Lunedì sera poi lo sciopero si è trasformato in presidio quando si è presentato un camion dell’azienda per portare via tutto il materiale dalla sede.  «I lavoratori presenti si sono opposti – spiega Caterina Ballanti della Filcams Cgil che sta seguendo la vicenda – ed il trasloco è stato scongiurato. Ma la situazione è grave visto che l’azienda ha disatteso il suo impegno a ricollocare i dipendenti che aveva preso a febbraio alla presenza dell’assessore provinciale Anna Romei».  Transitalia Logistic è una azienda con sede a Genova facente parte del Gruppo Sti di Caorso. Si occupa di attività di back-office bancario, tesoreria, assegni ed ha come committente per questo settore C-Global.  Ha rilevato la sede pisana nell’agosto 2010 con i 29 dipendenti che lavorano nel settore (con diversi cambi di società) dalla metà degli anni Novanta.  Tra l’altro la società è anche proprietaria del Savona Calcio, affidando la vicepresidenze del sodalizio a Fabrizio Oggianu, presidente del Gruppo Transitalia, e Alessio Toscano amministratore delegato.  Dopo la crisi di C-Global, Transitalia aveva annunciato, appunto al tavolo con l’assessore provinciale Anna Romei, la volontà di creare un polo pisano insieme all’altra azienda di Ospedaletto facente capo direttamente al Gruppo Sti.  «Dopo quelle rassicurazioni – spiega ancora Ballanti – il silenzio e soprattutto il mancato pagamento degli stipendi. Nonostante che l’amministratore delegato Alessio Toscano continui a dirci che i bonifici sono già partiti».  Ventinove, come detto, i lavoratori pisani di Transitalia. La quasi totalità donne. Tutti assunti a tempo indeterminato da venti anni; hanno visto cambiare diverse società svolgendo però sempre lo stesso lavoro.  «Immaginate voi come ci sentiamo – dice a nome dei dipendenti Valeria Saviozzi – a pochi giorni dalla chiusura dell’azienda senza prospettive. Siamo lavoratori con quasi vent’anni d’anzianità che da un momento all’altro si trovano per strada. Dall’azienda, per ora, solo parole. Il mio caso è sicuramente emblematico – conclude -: ho due gemelli di un anno e mio marito lavora alla C-Global. Immaginate come mi sento».  Adesso il futuro dei dipendenti è legato ad un nuovo incontro con i vertici aziendali richiesto dal sindacato per oggi. Sindacato che lamenta la poca attenzione che è stata riservata alla vicenda Transitalia Logistic.  «Sicuramente si è parlato poco di questi ventinove dipendenti – conclude Ballanti -. Per C-Global c’è stata una grande mobilitazione, forse meno per l’indotto rappresentato da questi dipendenti. Ci auguriamo che in queste ore le cose possano cambiare anche perchè nella riunione del febbraio spiragli sembravano esserci».  Intanto ieri una parte del presidio dei lavoratori di Transitalia ha manifestato anche di fronte alla sede di C-Global ricevendo la solidarietà dei colleghi che sono usciti in strada e che proprio poche settimane fa hanno vinto la battaglia contro il trasferimento dell’azienda in provincia di Parma.  Stamani summit in Provincia.

28 giugno 2012 Posted by | Lavoro | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Savona Calcio e Transitalia Logistic: destini incrociati nel fallimento

Andrea Pesce

Savona. Destini incrociati quelli di Savona Calcio e Transitalia Logistic. Su diversi gradi le peripezie accomunano la società sportiva a quella di uno dei maggiori gruppi logistici genovesi. L’ex dirigenza che ha caratterizzato la gestione dei biancoblù, con Andrea Pesce patron e i vice Fabrizio Oggianu e Alessio Toscano, riassumeva i vertici della Transitalia rispettivamente con fondatore, presidente e amministratore delegato del gruppo. Su entrambi i fronti, quello imprenditoriale e quello agonistico, si è arrivati al capolinea.

La Transitalia Logistic è stata dichiarata fallita dal tribunale del capoluogo lo scorso 18 novembre, con una sentenza che ha nominato giudice delegato Vincenzo Basoli e curatore Vittorio Rocchetti. Ora si attende che la procedura concorsuale si apra per il Savona Calcio: il presidente attuale Oggianu porterà i libri in tribunale e i creditori potranno far valere i loro diritti.

Sfumata la trattativa fumosa con un gruppo torinese, infatti, non c’è più ancora di salvezza per la società sportiva, che segue il solco scavato da tempo. Transitalia (che è sponsor istituzionale della squadra) avrebbe un buco da 15 milioni di euro: è fallita dopo aver condotto un mega investimento nel settore del back-office alle imprese e dopo aver assunto 200 nuovi dipendenti. Il Savona è a due passi dall’iter giudiziario per comporre le vertenze sui debiti. I giocatori, intanto, hanno messo in mora la società per essere liberi in vista dell’imminente mercato invernale.

28 giugno 2012 Posted by | Lavoro | , , , , , , , , | Lascia un commento