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Pignone/Una pioggia di doni e dolciumi ai bambini della famiglie alluvionate

 

Val di Magra – Val di Vara – Presso la sala consiliare del comune di Pignone sono stati consegnati giocattoli e dolciumi ai bambini della famiglie alluvionate. La bella iniziativa chiude il ciclo di iniziative promosse dalla onlus “Associazione Amici della pediatria La Spezia” con la collaborazione della Associazione No profit “Callfriend” del gruppo Call&Call, a favore dei bambini.
Sono state infatti numerose le iniziative intraprese dalle due associazioni dal mese di novembre ad oggi, tutte a favore dell’infanzia tra le quali: “Babbo Natale e Befana in Corsia”, presso il reparto di Pediatria dell’ospedale della Spezia e non ultimo l’attenzione per i Comuni vittime dell’alluvione.
Con la collaborazione del Sindaco Antonio Pellegrotti sono state individuate le famiglie che effettivamente hanno subito dei danni e soprattutto quei bambini che hanno visto le loro camerette sommerse dal fango. Oltre ai balocchi e ai dolciumi sono stati consegnati pensieri per la scuola elementare di Pignone: macchinine, bambole, e molte riviste “gioca e colora” della Walt Disney donate dall’Associazione CallFriends.
Presenti all’iniziativa per CallFriends, il Presidente del Gruppo Call&Call, Umberto Costamagna e per la Onlus Amici Della Pediatria il Dott. Marco Costa e L’assessore ai servizi Sociali Pasquale Giacomobono, da sempre impegnato per la promozione di iniziative a favore dei bambini e delle persone diversamente abili, come le recenti Special Olympics, svolte nella “Cittadella Dello Sport” del Comune di Follo.
La raccolta dei fondi per l’acquisto dei giocattoli è stata effettuata mediante l’apposizione di alcuni salvadanai presso delle attività della zona. In particolare si ringraziano: il salone di acconciatura ed estetica “Outlet della bellezza” di Ceparana, la farmacie Centrale di Ceparana e di Riomaggiore, la società “Pimpa Staff” che ha organizzato una raccolta durante le serate alla discoteca Jux Tap.
Per il prossimo mese è già in programmazione una festa di carnevale organizzata dall’Associazione Amici della Pediatria, con probabile location nel Salone sottostante il Teatro Civico di La Spezia, il cui eventuale ricavato sarà interamente devoluto per la ristrutturazione del Reparto di Pediatria dell’Ospedale San Andrea, diretto dal Proff. Stefano Parmigiani.
Martedì 24 gennaio 2012 alle 10:31:16
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28 giugno 2012 Posted by | Famiglia, Lavoro | , , , , , | Lascia un commento

L’amaro addio delle 47 della Ser.In

CRISI

“È finita!!! Non ci dimenticate. Grazie”. È un grazie in parte ironico e amareggiato. I destinatari afferreranno al volo il messaggio. Per le ragazze della Ser.In ieri era l’ultimo giorno di attività. Dal 31 marzo la ditta di servizi informatici e back office bancario ha cessato di esistere.

 

di Tiziana Gori

Le dipendenti della Ser.In si sono ritrovate ieri per l’ultimo saluto davanti alla sede della loro ormai ex azienda a Sant’Agostino chiedendo di non essere dimenticate dopo la chiusura dell’attività

PISTOIA. “È finita!!! Non ci dimenticate. Grazie”. È un grazie in parte ironico e amareggiato. I destinatari afferreranno al volo il messaggio. Per le ragazze della Ser.In ieri era l’ultimo giorno di attività. Dal 31 marzo la ditta di servizi informatici e back office bancario ha cessato di esistere.

I 47 dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore per un anno. Nessuno di loro è riuscito a trovare un lavoro altrove. Ieri mattina le lavoratrici – non ce ne vogliano i 3 uomini della Ser.In, ma anche in questa ditta la compenente femminile era maggioritaria – si sono date appuntamento alla sede di Sant’Agostino, in via Galvani. «Vogliamo festeggiare con un brindisi d’addio», spiega Annalisa Paolieri, impiegata alla ex Cetom dal 1987.

Alla base della chiusura della Ser.In ci sarebbe la perdita di ordinativi. Ma su questo punto le lavoratrici hanno molto da obiettare, e l’hanno fatto inviando una lettera al neo governatore della Regione Enrico Rossi. «Confidiamo in lei, nella sua voglia di fare, nell’impegno che ha preso con gli elettori affinché non ci dimentichi e non ci faccia dimenticare dal mondo lavorativo pistoiese».

La Ser.In era un’azienda dalle radici solide. Nata ad Agliana nel 1976 come Cetom, fondata da Danio Carlesi e Alfredo Pasquinelli, ha avuto per molti anni lavoro da istituti di credito a livello nazionale e aziende private.
«Le difficoltà – spiegano Annalisa Paolieri e Maria Teresa Dolfi, rsa Cgil – sono nate con la cessione dell’attività da parte di Danesi e Pasquinelli a Salvatore Leggiero, nel 2003. Siamo stati acquisiti da Answers Group, e da lì è iniziato il declino».

Un’altra cessione, nel 2005, quando diventa Selda srl, con Walter Sugoni direttore. E nel luglio 2008 di nuovo un cambio di nome, l’ultimo: Ser.In srl. «Le prime voci di crisi – spiega Tania Biondi, operatrice con 18 anni di esperienza nel settore dell’inserimento dati – sono iniziate a febbraio del 2009. Ad agosto il sindacato ha ricevuto una lettera da parte dell’azienda che annunciava la messa in mobilità di tutto il personale».
Un tira e molla estenuante di trattative, fino a ieri. Il giorno in cui Ser.In a Pistoia ha smesso definitivamente di esistere.

A poche centinaia di metri dal punto in cui le lavoratrici Ser.In posano con uno striscione di carta davanti al fotografo, i dipendenti Call & Call (ex Answers) lavorano ai loro terminali. Due storie dal finale opposto. In mezzo, persone che comunque devono mantenere famiglie e vogliono credere di poter continuare a dare qualcosa, a se stesse e agli altri. «Ho due figli – dice Alessandra Iafrate, con la figlia di 6 mesi, Ambra, in braccio – Mio marito lavorava nel tessile. La sua azienda ha chiuso a luglio. Stiamo andando avanti grazie alla disoccupazione e ai nostri genitori».

«Io e mia moglie siamo l’unica coppia della Ser.In – spiega Alessandro Lunardi – Abbiamo una figlia di 6 anni. Adesso siamo senza lavoro tutti e due».

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01 aprile 2010

28 giugno 2012 Posted by | Lavoro | , , , , , , , , | 1 commento

LETTERA APERTA DELLE LAVORATRICI DELLA SERIN

Lettera aperta dei dipendenti SER.IN

Dal 22 marzo prossimo la prima trance dei dipendenti Ser.In dovrebbe,è opportuno usare il condizionale, essere messa in  mobilità; già avere le lettere di licenziamento e accedere alle liste sarà un’impresa ma avere la mobilità retribuita sembra, allo stato attuale, una missione impossibile. L’azienda, a partire dai titolari, si  è defilata ma, forse, era scomparsa già da molto tempo prima che la Ser.In chiudesse i cancelli. Avevamo segnalato diverse anomalie anche al sindacato ma ci è sempre stato detto che questo era un problema che non ci riguardava, infatti era talmente estraneo a noi che siamo a casa e i conti tornano. In conseguenza all’articolo pubblicato  , riguardo alla nostra situazione,abbiamo saputo, tramite giornale,che la signora Brotini responsabile della Filcams Cgil, allo stato attuale non può affermare con certezza di riuscire a garantire il pagamento dell’ammortizzatore sociale: ma a noi avevano idea di comunicarlo ? Nei mesi scorsi chiedemmo un incontro  con il sindacato perché avevamo già questa paura, visti i precedenti per riuscire a riscuotere la cigs, ci fu detto che c’era tempo e che andare in mobilità sarebbe stata una cosa quasi automatica. Dunque fra un mese saremo senza alcun reddito; ora stimolati dall’articolo si sono accorti che forse non verremo più pagati? Ma se noi, come sempre noi,non ci fossimo mossi ,qualcuno ci avrebbe comunicato qualcosa o ci sarebbe stato detto, di nuovo come sempre, “se avete notizie fateci sapere”? Ma quale è il compito del sindacato ?  Mai provato nessuno di loro a cercare di arrivare a fine mese facendo miracoli ?Con figli a carico, mutui e bollette da pagare e non avere reddito ? Oppure vale sempre la stessa storia che gli “ stipendi delle donne”servono a soddisfare i capricci e non a far quadrare il bilancio ! Per risolvere la vicenda per gli invii degli SR41 , ci siamo trovati il libero professionista; e meno male che in questa giungla di squallore ci sono persone come il “nostro” libero professionista che ha una coscienza. A Pisa ha giustamente fatto scalpore la vicenda della C-Global,dove il giudice del lavoro ha bloccato i trasferimenti del personale. Bene un’azienda salvata è una buonissima notizia. Noi lavoravamo per C-Global,ora sembra, si sia fatta avanti un’azienda con un’offerta per rilevare C-Global, questa azienda è la STI. Non abbiamo prove scritte ,niente di rintracciabile, almeno per noi ,ma i signori della STI erano parte della Ser.In, basterebbe cercare . Se non c’erano soldi per mandare avanti la Ser.In e pagare gli stipendi a 47 persone come possono avere capitali per rilevare aziende come la C-Global ? Semplice si cambia nome, ragione sociale e via , ricomincia il giro.

Riguardo ai corsi di formazione sovvenzionati dalla Provincia : noi non abbiamo mai fatto corsi di formazione,abbiamo partecipato a corsi di orientamento dove ci veniva detto come riempire un curricolo e come comportarsi ad eventuali colloqui, corsi portati avanti da una società, la Workopp e questo per noi non è stato utile.

Abbiamo da fare qualche ringraziamento : al nostro libero professionista e a due figure della Provincia che ci hanno veramente ascoltato e aiutato per quanto possibile , con fatti veri non chiacchiere.

Dipendenti SER.IN

http://www.facebook.com/note.php?note_id=191480440875624&id=100000916604245

19 febbraio 2011 Posted by | Articoli, Economia, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento