Casalieri's Blog

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Musica, vip e hotel di lusso Due pistoiesi regine a Sanremo

Maida Mei e Monica Monfardini sorteggiate fra gli abbonati Rai

Pistoia, 19 febbraio 2011 – Anche due pistoiesi si stanno aggirando in queste ore dietro le quinte del teatro Ariston di Sanremo. Le fortunatissime — per chi ama il Festival — si chiamano Maida Mei e Monica Monfardini, che assieme a quattro lombardi, due siciliani, un marchigiano, un abruzzese e un campano, sono state baciate dalle estrazioni della diciottesima edizione di ‘Telefortuna’, il concorso per gli abbonati Rai.

Ad essere estratta, con la possibilità di invitare l’amica, è stata la signora Mei, dipendente del call center Call&call.“Che bellissima esperienza — dice con voce squillante al telefono mentre nel sottofondo risuonano le note della canzone di Max Pezzali — mai vissuta un’esperienza del genere. E’ bellissimo, stiamo assistendo alle prove e poi siederemo in platea per l’ultima serata. Sono davvero senza parole”. Per cinque giorni, le due pistoiesi saranno ospiti di mamma Rai in un hotel extralusso, cenando nei migliori ristoranti di Sanremo e partecipando a visite guidate dell’Ariston fra cantanti e addetti all’organizzazione.

“Un’organizzazione perfetta — continua Mei — davvero impeccabile, ci coccolano in ogni modo. Ancora non ci credo, mi sono abbonata alla Rai da quest’anno e ho vinto…quando me l’hanno detto non ci volevo credere, e invece è tutto vero. Abbiamo incontrato Albano, Toto Cutugno e Patty Pravo. Adesso ci piacerebbe molto incontrare Gianni Morandi”. Per chi fanno il tifo le due pistoiesi in prima fila al Festival della canzone? “Per Giusy Ferreri, che fra l’altro è nel nostro albergo. Ma anche Roberto Vecchioni è molto bravo”, risponde Mei.

Articolo originale :

http://www.lanazione.it/pistoia/spettacoli/2011/02/19/461516-musica.shtml

19 febbraio 2011 Posted by | Sciocchezze | , , , , , , , , | 56 commenti

CALL CENTER. A Casalnuovo 140 lavoratori senza stipendio e senza Cig fino a maggio

Si preparano ad occupare nuovamente la sede del call center di Casalnuovo i lavoratori lasciati a spasso da Voicity, ex Alba Rental, ex Omnia Network, ex una delle tante scatole cinesi utilizzate dalle aziende per liberarsi di debiti e di lavoratori senza dover rendere conto a nessuno.

Da novembre non percepiscono lo stipendio e, nonostante i sindacati abbiano firmato l’accordo per la cassa integrazione in deroga, ancora non hanno visto il becco di un quattrino. Pare che i soldi per pagare la Cig, infatti, non ci siano e i tempi potrebbero slittare fino a maggio.

“Il problema – spiega Marco Verdolino della Fistel Cisl – è che in Campania sono state così tante le richieste da parte delle aziende di accedere alla cassa integrazione in deroga che i fondi si sono praticamente esauriti e ora c’è da attendere lo sblocco dei fondi governativi destinati alla cassa integrazione per il 2010, per la cui erogazione si attende il decreto ministeriale a doppia firma dei ministri Tremonti e Sacconi a cui spetta di ridistribuire i fondi alle Regioni”.

I sindacati stanno cercando di fare pressing sugli enti locali, ma la realtà è che la politica è molto più concentrata nei pranzi e nelle cene della campagna elettorale che sul destino di questi lavoratori. L’unico spiraglio che resta ancora aperto per loro è la speranza di essere assunti da Almaviva, che pare abbia nelle ultime ore confermato il proprio interesse. E questo nonostante la decisione di Mediaset di non rinnovare più la sua commessa al call center di Casalnuovo.

Bruno Santoro è tra i lavoratori più impegnati nella protesta. “Siamo stati messi in mezzo alla strada da farabutti in giacca e cravatta, senza soldi della cassaintegrazione perchè i fondi sono bloccati, senza possibilità di ricollocazione, perchè Almaviva e Mediaset hanno chiuso l’accordo su Roma”, dice. “Ho chiesto soldi dappertutto, mi sono indebitato fino ad oggi. Ora che devo fare?”

In realtà Santoro, per quello che abbiamo capito, non è il tipo che si arrende. Di sicuro, continuerà a smuovere le acque fino a quando non solo i sindacati ma anche la politica e qualche procura non avrà deciso di andare in fondo alla vicenda Voicity ex Omnia Network, restituendo a queste persone non solo quanto loro dovuto in termini economici, ma anche di rispetto e dignità del lavoro che fino ad oggi hanno svolto e che potrebbero continuare a svolgere.

articolo originale :

http://www.conquistedellavoro.it/cdl/it/Archivio_notizie/2010/Marzo/info1293270411.htm

17 marzo 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

“Voicity ex Omnianetwork – Occupato call center Conversa di Csalnuovo di Napoli” di Marco Toriello.

Non vedono un euro da metà novembre, quando hanno ricevuto l’ultimo stipendio, che liquidava le prestazioni effettuate a ottobre. E a quasi un mese dall’accordo che garantiva loro la cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre, temono di dover aspettare almeno fino a maggio per vedersi accreditare i primi soldi della cig. Sono i 138 lavoratori del call center Conversa di Casalnuovo – 20 a tempo pieno, 118 part-time – che, dopo aver conquistato un contratto a tempo indeterminato nel 2007 grazie all’applicazione della circolare Damiano, ora vedono sempre più in bilico il loro futuro. Una ventina degli addetti Conversa hanno occupato ieri il call center, ricevendo anche una visita della polizia. Altre iniziative di protesta verranno decise giovedì mattina, nel corso di un incontro convocato davanti alla sede di Casalnuovo. La crisi di Conversa incomincia all fine della scorsa estate, quando la casa madre Omnia network, uno dei principali operatori italiani nella fornitura di servizi in outsourcing alle imprese, cede una parte dei debiti e delle società controllate (tra cui Osc, che a sua volta controlla Conversa) prima ad Alba Rental e poi a Voicity, ex Tradizioni alimentari, che a ottobre cambia oggetto e denominazione sociale, convertendosi al marketing, alla logistica e ai servizi informatici. Insomma, un complicato gioco di scatole cinesi attraverso cui, denunciano i lavoratori, la holding è riuscita a liberarsi di oltre 20 milioni di euro di debiti e di centinaia di dipendenti dei call center. Inclusi quelli napoletani di Conversa, azienda che lavorava su una sola commessa: quella affidata da Mediaset al call center di Casalnuovo per la promozione dei pacchetti «Premium» del digitale terrestre. Commessa scaduta il 31 dicembre scorso e non rinnovata dal colosso milanese delle comunicazioni. Da qui la decisione di chiudere il call center e la cassa integrazione in deroga per gli addetti, che non ricevono lo stipendio da quattro mesi, nonostante abbiano continuato a lavorare fino a metà febbraio su una coda dell’attività Mediaset. «Pensavamo che l’accordo sulla cig ci avrebbe garantito una boccata d’ossigeno – spiega Bruno Santoro, uno dei team leader di Conversa -. Ma i fondi 2010 per la cassa integrazione sono ancora bloccati, in attesa del decreto interministeriale a doppia firma di Tremonti e Sacconi». La speranza di conservare il posto di lavoro era affidata a un’intesa raggiunta il 21 gennaio con Mediaset, con l’azienda che si era impegnata a far assorbire i dipendenti Conversa alla nuova società a cui avrebbe affidato la promozione del digitale terrestre. Venerdì scorso, però, anche su questo fronte è arrivata una frenata. Il nuovo fornitore scelto da Mediaset, la società romana Almaviva, ha annunciato infatti ai sindacati che svolgerà nella capitale l’attività prima svolta dal call center di Casalnuovo. Gli addetti Conversa saranno ricollocati – si legge in un comunicato della Uilcom – «nell’ambito di un progetto di riorganizzazione, di sviluppo e potenziamento che Almaviva intende realizzare in tempi brevi a Napoli»: una formulazione che non rassicura i lavoratori di Casalnuovo. «Ci sembra una prospettiva lontanissima – conclude Santoro -. Senza contare che Almaviva darà priorità ai suoi interinali storici»

16 marzo 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti