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Firmato l’accordo La Recoplast è salva

‘Lg Plast’, società di Sinalunga, si è impegnata a riassumere tutti i dipendenti

Pistoia, 20 febbraio 2010 – C’è un nuovo progetto per far ripartire la Recoplast. La giornata grigia e piovosa di ieri è stata illuminata da una nuova luce di speranza per i dipendenti della ex Recoplast di Agliana, per i quali si avvicina la data di scadenza (25 febbraio) della cassa integrazione straordinaria. Una concreta manifestazione d’interesse per riattivare l’azienda aglianese che operava nel settore del riciclo del multimateriale, con specializzazione nella plastica, è stata siglata ieri dalla “LG. Plast”, con sede a Sinalunga (Siena), che lavora nel settore del riciclo della plastica e altri materiali.

Il progetto di riattivazione ha consentito ai sindacati di presentare richiesta di proroga della cassa integrazione.La richiesta è stata presentata ieri da Cisl e Cgil nell’ufficio del curatore fallimentare dell’azienda aglianese, Gino Spagnesi. Successivamente, in Provincia (in presenza dell’assessore Paolo Magnanensi), è stato sottoscritto un accordo tra le due organizzazioni sindacali e la Rsu aziendale con la “L.G. Plast”, che si è impegnata a riassorbire tutto il personale (dei 44 ex dipendenti ne sono rimasti 42), nell’arco di un anno.

«Finalmente c’è un’azienda che presenta un piano industriale credibile — ha commentato la segretaria generale Cisl di Pistoia, Patrizia Pellegatti —. Per i lavoratori si apre ora la possibilità di proroga della cassa integrazione per sei mesi. Le previsioni della nuova azienda sono di riassumere gradualmente tutti i lavoratori della ex Recoplast a tempo indeterminato. L’attività sarà ripresa al completo e con un contratto migliore. Siamo veramente soddisfatti, è una bella vittoria per il sindacato e per i lavoratori». Da oggi in poi, quali saranno le azioni concrete per riattivare l’azienda?

«La nuova impresa si è impegnata ad attivarsi per fare le opere strutturali necessarie per rimettere in moto l’impianto e riattivare il processo lavorativo – riferisce Marcello Familiari (Femca Cisl) –. Fra queste, si prevede la copertura totale dell’impianto. Siamo soddisfatti anche perché due settimane fa in Regione, l’assessore Simoncini ha garantito i fondi regionali per la cassa integrazione in deroga». Patrizia Pellegatti assicura l’impegno del sindacato per l’accesso ad agevolazioni e formazione professionale.

«Faremo il possibile — annuncia la segretaria generale Cisl — presso la Provincia e la Regione, perché vengano concesse all’azienda tutte le agevolazioni previste per legge e per la riqualificazione dei lavoratori». Starà dunque alla Provincia favorire eventuali corsi di formazione del personale e alla Regione finanziare progetti d’innovazione tecnologica. Intanto arriva una boccata d’ossigeno per i dipendenti ex Recoplast, che dal gennaio 2009 sono in cassa integrazione straordinaria, vivendo giornate di ansia per il futuro, che ha visto più volte sfumare le possibilità di riapertura.

Nuova speranza anche per il sistema rifiuti non solo locale, ma di altre province della Toscana, con l’auspicio che sia, finalmente, la volta buona.

Piera Salvi

articolo originale :

http://lanazione.ilsole24ore.com/pistoia/cronaca/2010/02/20/295306-firmato_accordo.shtml

21 febbraio 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

SerIn, c’è un’offerta per 15 dipendenti: le lavoratrici rifiutano

La protesta: «A queste condizioni non ci stiamo. E ci sentiamo beffate sulla mobilità»

Pistoia, 12 febbraio 2010 – Entra nell’agonia degli ultimi giorni, la vicenda della SerIn. Per il momento, l’unica alternativa al licenziamento in blocco dei 47 dipendenti dell’azienda di inserimento dati di Sant’Agostino (di cui 43 donne) previsto per i primi di marzo, è rappresentata dall’offerta di un gruppo con sede operativa all’Osmannoro.

I delegati della nuova società hanno ufficializzato la loro offerta martedì scorso, nel corso di un incontro con gli addetti che ne adesso svelano alcuni dettagli. Il piano prevede 2 mila e 500 ore lavorative mensili tali da impiegare 10-15 persone a fronte delle 47 attuali. I responsabili della nuova società preferirebbero impiegare personale a full-time, anche se non si esclude l’inserimento di alcuni degli attuali 18 part-time. Con una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro si potrebbe arrivare ad occupare un massimo di 20 persone per la copertura delle 2 mila 500 ore lavorative che interessano il nuovo gruppo, ma i dipendenti rifiutano ogni ipotesi che non permetta il salvataggio di tutti i posti. «Mantenere 10 o 15 posti su 47 non è neanche lontanamente vicino ad una soluzione ottimale del problema», dicono le lavoratrici che da mesi protestano contro i licenziamenti.

Il gruppo Adecco-SerIn ha deciso di chiudere gli uffici pistoiesi malgrado l’esistenza di carichi di lavoro tali da consentire il mantenimento delle attività e da allora le brutte notizie si ripetono senza sosta. «Abbiamo interpellato tutte le istituzioni preposte — continuano le lavoratrici — ma fino ad ora una soluzione valida non ci è stata presentata da nessuno. Anzi, proprio in queste ore abbiamo saputo che il periodo di mobilità che ci spetterà non è quello che ci aspettavamo». Le dipendenti ricordano che formalmente la SerIn esiste soltanto dal luglio 2008, ma le sue attività sono state avviate in totale continuità con la società fino ad allora esistente, la Selda.

«A causa di questi passaggi — spiegano le donne della SerIn — chi di noi ha più di 50 anni usufruirà di un anno e mezzo di mobilità invece di 3, e a chi ha superato i 40 anni, saranno invece riconosciuti un anno e mezzo invece di due. Ma hanno sempre ragione le aziende? A loro tutto è permesso? Abbiamo una professionalità acquisita con anni e anni di esperienza. Abbiamo voglia di fare, volete darci una mano a trovare una soluzione per tutte le donne che vogliono solo lavorare?», si alza forte la domanda dalla SerIn.

articolo originale :

http://lanazione.ilsole24ore.com/pistoia/cronaca/2010/02/12/292134-serin_offerta.shtml

16 febbraio 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

SER.IN DIPENDENTI IN SALDO

Siamo i 47 dipendenti della Ser.In di Pistoia scriviamo per far conoscere un po’ più nei dettagli la nostra storia aziendale e la nostra attuale situazione dopo la messa in mobilità.

Nata come Cetom nel 1976, l’azienda.era conosciuta a livello regionale e nazionale per le notevoli qualità lavorative, fu ceduta nel 2002/2003 per un grave lutto nella famiglia del titolare. Da allora,nella gestione della Nostra azienda,si sono succeduti vari imprenditori di nuova generazione. L’ impegno più importante che hanno preso e portato avanti nei nostri confronti é stato quello di cercare di liberarsi dei lavoratori dipendenti,a tempo indeterminato, con i vecchi contratti come abbiamo noi,per trasformarci in precari. Si può,o meglio é giusto e tollerabile, diventare precari dopo i 40 anni? La nostra mobilità era stata aperta, una prima volta, alla fine di agosto 2009 :in seguito a vari incontri con i Sindacati, Comune, Provincia e Regione, era stato raggiunto un accordo e ritirata la mobilità: se il Soar, Nostro principale. Cliente , avesse rinno- vato  il contratto (era in scadenza i primi di dicembre) l’azienda si sarebbe impegnata a proseguire anche nell’anno 2010 ,con il sostegno della cassa integrazione (che potrebbe ottenere a costo zero). Nuova riunione, il 14 dicembre scorso; presenti: il Consulente dell’azienda, avv. Comm. Enrico Nuzzi, il direttore dell’ A.d.e.c.c.o.  Ser.In, Sig. Walter Sugoni, i Sindacati e le nostre delegate. Notizia ufficiale, il Soar ha rinnovato il contratto a tempo indeterminato, ma la Ser.In ha deciso di chiudere ugualmente la sede di Pistoia, poiché, nel frattempo, anche il Monte Paschi Leasing di Siena, ha comunicato la decisione di chiudere la collaborazione con la Ser.In a fine dicembre. Durante questa riunione ci é stato presentato un signore, in qualità di consulente di una ipotetica nuova azienda, che sarebbe interessato a noi ,ma solo riprendendoci dalla mobilità. Il nostro consulente, sopra citato Enrico Nuzzi, quale libero professionista, sarebbe pure consulente della fantomatica nuova azienda.

A noi, profani del mestiere, ma non del tutto sprovveduti é balenata un’idea in testa: i titolari saranno ancora gli stessi ?

Come é possibile che sia in corso una trattativa corretta dove il referente di chi cede e quello di chi subentra é la stessa persona?

Gli Enti preposti a controllare lo svolgimento di tale operazione stanno “controllando” questa anomalia? Perché dobbiamo sottostare a queste manovre ?  palese, chiaro e scontato che l’azienda non intende chiudere ma lo scopo dii questa manovra (scorretta) é riassumere solo alcuni dei vecchi dipendenti e con nuovi contratti. Se riusciranno nel loro intento poi saremo obbligati ad accettare lavori mal pagati, peggiorativi del nostro stato attuale e questo non sarà una sconfitta per molti? Dalle Istituzioni ai Sindacati, a chi per un contratto di lavoro onorevole ha lottato e sofferto. Per mezzo delle visure camerali abbiamo appurato che già a marzo 2009 la Ser.In risultava inattiva: allora non é stata la mancanza di nuove commesse che ha messo in crisi la nostra azienda, questa “crisi” era già stata decisa e con largo anticipo. I contratti con i clienti sono stati riconfermati igrazie alla partecipazione e rassicurazione delle istituzioni  ed ora,dopo aver dato la loro parola ed esserci esposti in prima persona (Ass.Simoncini) risultano essere stati usati dalla Ser.In, ma per scopi non proprio chiari o forse per chi vuole vedere, fin troppo chiari.

In azienda oggi sono presenti diverse lavorazioni: Soar,con noi da oltre 15 anni che fidandosi di noi, non ha esitato a rinnovarci il contratto nonostante la crisi aziendale; per Soar registriamo Riba,Portafoglio,Deleghe F24 di cui viene fatta la registrazione, la rendicontazione per i versamenti al Ministero, quindi vengono scannerizzate per acquisire le immagini ed indicizzate. Riba del Monte di Parma, Gruppo Cedacri, fornitaci dalla C-Global di Pisa. Moduli della Carta Insieme per la Conad. Nuovo Pignone,con la registrazione delle fatture, che occupa giornalmente 3 persone. In collaborazione con la sede di Bologna, all’occorrenza, registriamo Bilanci e Stipendi di Unicredit. Per Eurociis registriamo giornalmente quasi 2000 documenti,i corrispondenti del Banco di Sicilia e di Unicredit (questa commessa é stata acquisita dalla sede di Bologna ma ormai da oltre un anno noi ne lavoriamo una parte). Queste sono le lavorazioni attualmente presenti nella sede di Pistoia.

Siamo sicuri che ci manca il lavoro?

Come si fa a voler chiudere un’azienda che stà lavorando così?

Il Monte Paschi Leasing ha, neqli ultimi giorni di dicembre, prorogato il contratto con Ser.In fino a giugno 2010 ma ai nostri direttori e consulenti vari il lavoro,a quanta pare non interessa e non piace. I segnali favorevoli, da parte di vari Enti, ci sono ma, forse esiste un piano più grande per noi, un piano che non conosciamo ? Con quello che abbiamo in azienda e la cassa integrazione supereremmo il 2010 senza molti intoppi ma la Ser.In ha deciso di sacrificare 47 persone forse per un guadagna maggiore attraverso la messa in mobilità. Abbiamo una professionalità di alto livello e una esperienza in questo settore che ci rende “speciali”, perché buttare questo patrimonio? Da parte degli Istituti di Credito del Nostro territorio non c’è l’orgoglio e la voglia di mantenere in piedi un’azienda come questa che, fra I’altro, ha già lavorato con loro con soddisfazione reciproca?

11 gennaio 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti