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Call center in crisi un tavolo per sperare

I 36 lavoratori del Florence Business and Work di Terranuova Bracciolini hanno ricevuto prima delle ferie la lettera in cui si annuncia la chiusura

Call center in crisi un tavolo per sperare

Tavolo di crisi per poter sperare che si sia una strada possibile e diversa rispetto alla chiusura del call center di Terranuova Bracciolini (Arezzo), gestito dall’azienda “Florence Business and Work”. Il centro in Valdarno, occupa 36 lavoratori tutti tra i 20 e i 30 anni. Dietro richiesta dei sindacati la Regione Toscana ha deciso di convocare il tavolo per venerdì mattina 7 settembre, l’incontro è fissato presso la segreteria dell’assessore Simoncini. I dipendenti, tutti con contratto a progetto, nel luglio scorso ricevettero una lettera dove la dirigenza li informava che a settembre, per crisi economica, il centro non avrebbe riaperto.
Sindacati e lavoratori ritengono la chiusura “incomprensibile, dal momento che – dicono – le commesse ci sono e garantirebbero lavoro per tutti”.

(03 settembre 2012)

8 settembre 2012 Posted by | Economia, Lavoro | , , , , , , | 1 commento

Phonemedia, i lavoratori vittime del gioco delle scatole cinesi

L’accusa è truffa a danni dello Stato. Gli illeciti si concentrano nel mezzogiorno e ammontano a circa 34 milioni di euro

La Guardia di Finanza di Catania ha scoperto serie di irregolarità e di comportamenti societari illegali messi in piedi dal gruppo Phonemedia.I dipendenti della società dal mese di settembre del 2009 non ricevevano più lo stipendio e inoltre si trovavano nell’assenza di qualsiasi forma si ammortizzatore sociale in quanto l’azienda non aveva dichiarato lo stato di crisi. L’accusa è truffa a danni dello Stato. Gli illeciti si concentrano nel mezzogiorno e ammontano a circa 34 milioni. La truffa consisteva nel richiedere i fondi per le imprese in aree disagiate e la stabilizzazione di lavoratori precari per poi licenziarli o riassumerli con contratti vantaggiosi per l’azienda.

Ieri la Guardia di Finanza di Catania ha messo a nudo la realtà vera della vicenda che ha riguarda i lavoratori dei call center del gruppo Phonemedia. I dipendenti della società dal mese di settembre del 2009 non ricevevano più lo stipendio e inoltre si trovavano nell’assenza di qualsiasi forma si ammortizzatore sociale in quanto l’azienda non aveva dichiarato lo stato di crisi.

I lavoratori avevano da subito denunciato una serie di irregolarità e di comportamenti societari illegali che sono finiti nel mirino della procura etnea. Il risultato dell’inchiesta ha portato all’arresto di almeno dieci persone e al sequestro di beni per 130 milioni di euro. L’accusa è truffa a danni dello Stato. Gli illeciti si concentrano nel mezzogiorno e ammontano a circa 34 milioni. La truffa consisteva nel richiedere i fondi per le imprese in aree disagiate e la stabilizzazione di lavoratori precari per poi licenziarli o riassumerli con contratti vantaggiosi per l’azienda.

Per Riccardo Sacconi della Slc-Cgil nazionale «la notizia conferma quelle che erano le nostre analisi. Non siamo di fronte una normale crisi ma probabilmente c’è qualcosa di più articolato che non aveva niente a che fare con un progetto industriale ma, se le indagini della magistratura verranno confermate, con delle speculazioni belle e buone».

Infatti a finire sotto inchiesta sono ben quattro società ( la B2b con sede legale a Catania e call center a Trapani; la Multimedia planet srl, titolare dei contact center di Trapani e Bitritto in provincia di Bari; la Multivoice srl di Catanza e la Soft4web di Vibo Valentia) terminali dell’ormai complicato e lucroso gioco delle scatole cinesi. Gli inquirenti sono dovuti arrivare fino in Lussemburgo per rintracciare la Amt Europa (che dipende a sua volta dalla da una società di diritto con sede nel Delaware e uffici in Svizzera e gestita dalla Techne capital Ltd con uffici in Svizzera e Singapore) che controlla la Amt Italia srl dalla quale dipendono completamente le società al centro dell’indagine.

Ora l’urgenza è quella di far erogare la cassa integrazione ai lavoratori che attraverso il commissariamento hanno la possibilità di avere almeno un interlocutore. «Si conferma anche la giustezza di aver intrapreso una strada lunga come quella del commissariamento – spiega Sacconi – perchè in caso contrario ci troveremo di fronte all’ennesima realtà depredata da comportamenti illeciti e tutto sarebbe finito lì».

A palazzo Chigi è aperto un tavolo tra governo e sindacati anche se al momento gli spiragli sono pochi, infatti «c’è un problema che deve essere fatto presente anche a Palazzo Chigi – ricorda sempre Sacconi -, che questa proprietà ha lasciato queste aziende in uno stato pietoso, noi abbiamo firmato la prima cassa integrazione più di due mesi fa, abbiamo avuto problemi enormi anche solo a fornire all’Inps l’elenco delle persone che avevano diritto alla cassa integrazione. Ora il problema serio sarà quello di fare l’inserimento delle domande tutti mesi perchè queste aziende non hanno più un soldo e la curatela dice di non sapere a chi far fare questa attività».

articolo originale :

http://www.agenziami.it/articolo/6262/Phonemedia%20i%20lavoratori%20vittime%20del%20gioco%20delle%20scatole%20cinesi%20/

7 maggio 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Eutelia, il governo si impegna sulle commesse

Un tavolo istituzionale fra tre settimane, il 22 febbraio, a stretto giro dall’udienza del Tribunale, prevista il 17. E’ questo il timing fissato questa sera a Palazzo Chigi per i circa 3.000 lavoratori Agile-Omega, da sette mesi senza stipendio.

Il tavolo, che coinvolgera’ Regioni, Province ed enti locali interessati alle commesse al gruppo Omega, e’ stato convocato alle 19.00, mentre gia’ il 12 si terra’ al ministero dello Sviluppo economico un’istruttoria sul ramo call-center del gruppo che fa capo a Phonomedia (6.500 dipendenti), anche questo in difficolta’.

La vicenda dell’ex Eutelia, nata con la cessione del ramo di It, e del gruppo di lavoratori ex Olivetti e Bull, ad Agile, ha gia’ registrato, a fine dicembre, il sequestro dei beni aziendali da parte del Tribunale civile di Roma, che ha nominato tre custodi giudiziari che stanno seguendo la gestione dell’impresa in attesa, appunto, del prossimo pronunciamento, il 17 febbraio, che potrebbe decidere l’amministrazione straordinaria.

Per affrontare il problema dei dipendenti del gruppo Omega, occorre “tenere conto che c’e’ un procedimento penale aperto che ci porta a poter fare solo il punto della situazione”, ha spiegato, in apertura del tavolo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

“E’ stata accolta la nostra richiesta di aprire un tavolo istituzionale per Agile per affrontare sia il tema della commesse che quello dell’occupazione, ma c’e’ anche il grande problema, che si aggrava, nel call center”, ha spiegato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. “La soluzione della vertenza, quindi, non e’ vicina – ha aggiunto – bisogna lavorare duramente, e il futuro e’ tutto da costruire”. Per i dipendenti di Phonomedia, ha annunciato il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, “si apre domani la strada legale con la prima richiesta di insolvenza per un’azienda del gruppo, che verra’ presentata al Tribunale di Novara”. Anche Pirani ha sottolineato che, oltre all’assenza degli stipendi per i lavoratori, si e’ “di fronte all’interruzione di tante commesse pubbliche”. “Alcune importanti commesse come Acea, Poste, Camera dei Deputati e Rai sono state disdette”, gli ha fatto eco il segretario confederale della Cisl, Annamaria Furlan, spiegando che “questa emorragia va fermata” e chiedendo che le commesse pubbliche siano “blindate”.

articolo originale :

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=137484

2 febbraio 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento