Casalieri's Blog

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Presadiretta e la ‘Bangalore’ dei call center d’Italia, Catanzaro

 

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/03/17/presadiretta-e-bangalore-dei-call-center-ditalia-catanzaro/225079/

 

Gli inviati del programma di Rai3 di Riccardo Iacona sono stati a Catanzaro, definita da tanti la Bangalore italiana dei call center. Nella città calabrese i ‘centri chiamata di assistenza e offerta’ lavorano tutti con commesse di grandi aziende italiane o internazionali. Si trovano anche in piccoli appartamenti e lo stipendio mensile in molti casi arriva a 192 euro appena. Al lavoro e ai danni della riforma Fornero, Presadiretta dedica questa sera oltre due ore in prima serata alle 21,30 su Rai3. Ecco un estratto video in esclusiva

 

tratto da http://tv.ilfattoquotidiano.it

 

 

18 marzo 2013 Posted by | Lavoro | , , , , , , , , | Lascia un commento

Phonemedia, un arresto

La procura di Novara indaga sul crac dell’azienda dei call center

IVREA.

E’ stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare Claudio Marcello Massa, uno dei responsabili del gruppo Omega, società coinvolta nei fallimenti di società acquisite in varie zone d’Italia, da Eutelia-Agile a Raf-Phonemedia, che hanno lasciato senza lavoro migliaia di persone. 

Uno dei call center di Raf-Phonemedia si trovava proprio a Ivrea e occupava un centinaio di lavoratori, per lo più donne. Donne in cassa integrazione in deroga e in attesa di un piano serio di ricollocazione, anche per consentire la proroga degli ammortizzatori sociali ora in scadenza.

Il provvedimento è stato adottato dal Gip del Tribunale di Novara, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito delle indagini sul fallimento di Raf-Phonemedia (circa 700 dipendenti, in cassa integrazione straordinaria in scadenza il prossimo 24 febbraio) deciso lo scorso 11 novembre dallo stesso Tribunale di Novara.

L’ordinanza è stata notificata nei giorni scorsi a Claudio Marcello Massa, a Roma, dove si trovava agli arresti domiciliari per l’inchiesta gemella relativa al fallimento del call center Agile-Eutelia (11 milioni di euro) per la quale era stato arrestato, il 10 luglio scorso, insieme ad altre sette persone.

Massa è accusato ora dalla Procura di Novara di una serie di reati collegati al fallimento di Raf-Phonemedia che – secondo le contestazioni dei pm – sarebbero stati compiuti prima della dichiarazione fallimentare.

In particolare, gli investigatori della Guardia di Finanza, che hanno condotto le indagini, sono convinti che il passaggio delle quote di Raf-Phonemedia dal precedente proprietario Fabrizio Cazzago (indagato dalla Procura di Novara per bancarotta) a Omega, attraverso società di diritto lussemburghese, abbia avuto come unico scopo quello di impoverire la società di partenza da lasciar poi fallire.

Il gruppo di Raf-Phonemedia è stato creato da Fabrizio Cazzago, a Novara, ed era diventato il primo in Italia nel settore dei call center, con circa settemila dipendenti. Due anni fa le cose erano cominciate a cambiare, tanto che Cazzago aveva conferito la proprietà, attraverso una catena societaria, al fondo lussemburghese Jdc Investment. Ma è stata l’acquisizione di tutto il gruppo da parte di Omega (una Spa la cui catena proprietaria arriva fino a Londra, a due finanziarie, la Restform Limited e la Anglo Corporate Management Limited) a segnare la fine di Raf-Phonemedia.

Secondo gli investigatori, l’intento del management di Omega, indagati da varie Procure italiane, è stato evidente fin dai primi momenti: spogliare le società del gruppo Raf della liquidità in cassa e poi lasciare che tutto finisse in fallimento.

L’inchiesta, coordinata dal pm Marco Grandolfo, è stata avviata nel novembre 2009 con l’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta.  A marzo nel registro degli indagati sono stati iscritti Fabrizio Cazzago e i suoi successori ai vertici del gruppo, fra i quali Claudio Marcello Massa.

Articolo originale :

http://lasentinella.gelocal.it/cronaca/2011/01/10/news/phonemedia-un-arresto-3147002

26 gennaio 2011 Posted by | Articoli, Economia, Lavoro | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Catanzaro, vertenza “Phonemedia”: le preoccupazioni della Cgil

Tratto da http://www.ilgiornaledicalcbria.it del 1 Ottobre 2009

CATANZARO. La situazione per i lavoratori del gruppo Phonemedia continua ad essere tutt’altro che rassicurante. Ancora ad oggi non risultano pagati gli stipendi di Agosto e Settembre, né si hanno notizie certe su quando avverranno i pagamenti delle spettanze dovute. Lo scorso 15/09 si sono svolti gli incontri tra le Organizzazioni Sindacali ed i vertici dell’azienda Phonemedia, per quel che concerne i siti produttivi di Catanzaro e Vibo Valentia, sollecitati dalle proteste messe in atto dai lavoratori del gruppo, sfociata nella manifestazione dello scorso 11 Settembre. Una manifestazione in concomitanza dello sciopero nazionale di tutte le aziende del gruppo Raf-Phonemedia, che ha visto un nutrito corteo, con la partecipazione di circa un migliaio tra lavoratrici e lavoratori del sito produttivo di Catanzaro. La manifestazione era volta a sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto accaduto, ed accade tuttora in questa azienda, con la finalità di sollecitare l’intervento ed il sostegno politico delle istituzioni, alla luce degli ingenti fondi pubblici ricevuti dai fondi POR Calabria. Da quella iniziativa sono scaturiti tutta una serie di incontri con le istituzioni locali, che hanno mostrato il loro sostegno alle organizzazioni sindacali in questa vertenza che vede coinvolti circa 2500 persone all’interno della regione Calabria. Dall’incontro del 15/09 tra le organizzazioni sindacali ed i vertici delle aziende Phonemedia ed Omega, dapprima è stato dichiarato il passaggio di consegne da Phonemedia a Omega. Successivamente, per voce del consigliere d’amministrazione di riferimento di Omega, Sebastiano Liori, l’azienda ha chiesto alle organizzazioni sindacali ulteriore tempo per superare i passaggi burocratici di consegne tra le due aziende, anticipando ulteriori sacrifici per i lavoratori. In merito ai pagamenti delle spettanze del mese di Agosto, ancora dovute all’aziende. L’azienda dichiarava pertanto un ritardo di 20 giorni nel pagamento degli stipendi fino a fine 2009, per poi mettersi a regime dall’inizio del 2010. Al termine di quell’incontro le segreterie regionali di SLC e Uilcom, contrariamente ad altre organizzazioni sindacali, si dichiararono completamente insoddisfatte delle dichiarazioni dell’azienda. Come SLC-CGIL Calabria sollecitammo l’azienda a confrontarsi a livello nazionale innanzi il Ministero dello Sviluppo Economico, presentando un piano industriale, serio e concreto, al fine di comprendere il futuro dei lavoratori di questa azienda. Ancora ad oggi tutte le dichiarazioni aziendali sono state disattese ed ancor peggiore risulta essere la situazione, alla luce dell’incontro tra le segreterie nazionali di SLC-Fistel e Uilcom e l’azienda presso il Ministero dello Sviluppo Economico. “In questa azienda regna la confusione – ha dichiarato Carchidi della SLC-CGIL- ancora ad oggi i vertici aziendali non hanno chiaro il quadro sul futuro del gruppo”. “È con totale sconcerto e completa insoddisfazione – prosegue l’esponente della CGIL – che registriamo le dichiarazioni dell’azienda”. “Per quel che concerne gli assetti societari, registriamo l’avvenuto passaggio, per voce aziendale, in data 27/09, quindi in totale contraddizione di quanto l’azienda stessa aveva precedentemente affermato nell’incontro del 15/09 nelle sedi di Vibo Valentia e Catanzaro. In merito al risanamento ed ai problemi di liquidità l’azienda al tavolo ministeriale non ha saputo dare alcuna notizia certa”. “Il tavolo nazionale ha dato dunque conferma di quanto come SLC Calabria avevamo denunciato a margine dell’incontro dello scorso 15/09 – prosegue Carchidi – una totale inaffidabilità di questa azienda, che innanzi ad una crisi di siffatte proporzioni non è nelle condizioni di presentare un serio piano di sviluppo”.”Nei prossimi giorni saranno indette delle assemblee tra i lavoratori – ha affermato in conclusione il giovane sindacalista – al fine di valutare, insieme ai lavoratori, le più idonee forme di protesta nei confronti di una azienda che sta giocando con il futuro di oltre 2500 famiglie calabresi”.

13 ottobre 2009 Posted by | Articoli, Economia, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento