Casalieri's Blog

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Scaldalo G8: ma quanto era larga, la “banda larga”?

Per ora conta più di 400 “beneficiati illustri”, ma non è detto che sia tutto qui

Repubblica ci fornisce oggi una deprimente lista di VIPs, con stipendi da VIPs, e con abitudini che vanno dal semplice “accattonaggio molesto” alla concussione ed alla corruzione. Questo [L’articolo di Francesco Viviano]

Ecco la lista Anemone: gli affari, le case, la rete del potere. Un elenco di beneficiari di ristrutturazioni: da Lunardi, a Bertolaso, ad alti dirigenti di Stato. Anche interventi a Palazzo Grazioli e Palazzo Chigi

PERUGIA – È un elenco che raccoglie tutti gli interventi edili (di ristrutturazione e ricostruzione) affrontati da Diego Anemonenegli uffici pubblici e appartamenti privati della nomenklatura nazionale. Palazzo Chigi, la residenza privata di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, le abitazioni degli ex ministri Pietro LunardiClaudio Scajola, prime e seconde case, in città e in montagna. Le dimore di Guido Bertolaso (si scopre che a Roma sono due: in via Bellotti Bon e in via Giulia) e i suoi uffici della Protezione Civile.

E ancora capi di gabinetto, capi di dipartimento nei ministeri, capi di uffici legislativi, della Protezione Civile e del ministero della Giustizia, dirigenti Rai, generali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, agenti dei servizi segreti. Una lista dettagliata dei lavori al Viminale, ai ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, nella sede di Forza Italia e negli alloggi privati di segretarie di ministri (è il caso di Fabiana Santini assistente del Ministro Scajola, oggi assessore regionale nel Lazio). Ma nell’elenco appaiono anche i nomi di giornalisti, registi, produttori cinematografici, sacerdoti e parenti di vari “notabili”.

Un “libro mastro” che conterrebbe 412 nomi, secondo alcune indiscrezioni. Nel novero ci sarebbero anche nomi altisonanti della sicurezza nazionale. Sono ora in corso verifiche per accertare se i beneficiari dei lavori di Anemone ne hanno goduto per fini istituzionali o con finalità private. Non è soprattutto chiaro se e quali lavori siano stati regolarmente pagati o e se sono il frutto di regalie. (…siamo certi che i diretti interessati saranno in grado di esibire fatture, pagamenti, estratti conto bancari. NdR)

L’elenco è stato sequestrato il 14 ottobre del 2008 dalla Guardia di Finanza di Roma negli uffici della società di Diego Anemone, il costruttore appena uscito dal carcere, al centro della cosiddetta cricca“, un sistema incardinato nelle figure di Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola, Fabio De Santis, gli alti funzionari che assegnavano gli appalti pubblici. Per oltre 19 mesi queste “carte” sono state “custodite”. E sarebbero ancora lì, nel buio, se le inchieste delle procure di Firenze e di Perugia non avessero spezzato il silenzio sul sistema affaristico capace di condizionare decisioni politiche, burocrazie, spesa pubblica, nomine. Una ragnatela che si è rafforzata negli ultimi anni, quando il governo ha trasformato le politiche pubbliche in politiche di “emergenza” che hanno cancellato ogni trasparenza nell’assegnazione degli appalti.

L’elenco, che Repubblica è in grado di rivelare, mostra innanzitutto quanto fragile sia la difesa messa in campo dagli ex ministri Scajola e Lunardi; e soprattutto dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.

Lunardi ha sempre dichiarato che  –  è vero  –  gli è capitato di utilizzare le imprese di Diego Anemone, ma soltanto per trascurabili lavori nella sua casa di campagna nei pressi di Parma. Le carte oggi documentano che gli interventi delle ditte di Anemone a vantaggio dell’ex ministro sono almeno tre, oltre quello di Parma. Nel suo “sistema gelatinoso” risultano lavori di ristrutturazione nel palazzo di via Dei Prefetti (acquistato da Lunardi a bassissimo costo grazie ai buoni uffici di Anemone e forse grazie al suo denaro), a “Cortina d’Ampezzo” (una casa di montagna del ministro) e nell’ufficio di Via Parigi; infine in via Sant’Agata dei Goti dove c’è un appartamento venduto nel 2004 da una società del figlio di Lunardi a “Iniziative Speciali” della madre di Claudio Rinaldi, commissario per i Mondiali di Nuoto (la Procura di Perugia ha chiesto l’arresto di Rinaldi).

Scajola, ministro dell’Interno e poi per l’attuazione del programma e infine in questa legislatura ministro dello Sviluppo economico, ha detto di non sapere chi fosse “questo Anemone”, eppure è stato proprio Anemone a pagare 900 mila euro in nero per il suo appartamento al Colosseo. Nelle carte si scorge un rapporto molto più diffuso. C’è traccia della ristrutturazione della casa di Via Fagutale con vista sul Colosseo ma anche di due “interventi” a suo favore in un appartamento di via Barberini 38 e nel suo ufficio di ministro di Via Molise.

Guido Bertolaso è però il caso più clamoroso. Nel suo interrogatorio a Perugia non ha ritenuto di raccontare ai pubblici ministeri Tavernesi e Sottani dei rapporti professionali intercorsi tra sua moglie e Diego Anemone. Soltanto nella conferenza stampa convocata a palazzo Chigi, Bertolaso  –  consapevole che alcuni giornali erano già in possesso della notizia  –  ha ritenuto di bruciarla svelando pubblicamente che sua moglie era stata incaricata dal costruttore-corruttore di ridisegnare il verde del Salaria Sport Village.Gloria Piermarini incassò 25 mila euro soltanto per la progettazione: “Un lavoro interrotto  –  ha spiegato il sottosegretario  –  quando si seppe che Anemone sarebbe stato beneficiario di appalti da parte della Protezione Civile”. (…il “Salaria Sport Village” è quello famoso dei massaggi al Cacao Meravigliao. Da appassionato ex tennista e guardone di tennis, ho appreso con un certo disagio che Direttore Tecnico del “Village” era – non so se lo sia ancora, Stefano Pescosolido, mentre Presidente della struttura era – o è ancora – Nicola Pietrangeli. Spero che entrambi si siano chiamati fuori quando hanno iniziato a sentire puzzo di bruciato. NdR)

È questa l’affermazione smentita. Dal repertorio contabile sequestrato ad Anemone si viene a sapere che non solo il costruttore ha ristrutturato l’appartamento di Bertolaso in via Bellotti Bon (ha ammesso di essersi fatto risistemare le “tapparelle”), ma anche in due occasioni un altro appartamento in via Giulia, di cui fino ad ora non si conosceva l’esistenza. Il nome di Bertolaso figura in una terza occasione. Soltanto il cognome. “Bertolaso”, e nulla più (non è indicato il luogo dell’intervento nè la modalità). Ma soprattutto si legge che già dal 2004 Anemone interviene negli uffici della Protezione Civile di via Vitorchiano e anche in altre due occasioni nell’ufficio personale del capo della Protezione Civile in via Ulpiano.

Quindi, la moglie di Bertolaso accetta di lavorare per Anemone dopo che questi ha già goduto di appalti da parte del marito e non – come ha lasciato credere pubblicamente Bertolaso – che quel rapporto professionale s’è interrotto perché era nato il legame tra Anemone e la Protezione Civile. Dalle carte dell’inchiesta emerge un’altra netta smentita ad una delle affermazioni che il direttore della Protezione Civile ha diffuso nei giorni scorsi. Bertolaso ha detto che sempre si è dato da fare con successo per contenere la spesa impedendo che gli appalti si gonfiassero. Se si legge invece, dei “lavori relativi al quarto lotto di interventi infrastrutturali e complementari della Maddalena per il palazzo delle Conferenze”, si scopre che i lavori aggiudicati per 52 milioni di euro, lievitano fino 104 milioni di euro. Quindi raddoppiano.

Vediamo ora il lungo elenco (ancora provvisorio e incompleto) dei beneficiari delle opere di Anemone così come state raccolte dagli inquirenti:

Riproduciamo dal testo sequestrato dalla Guardia di Finanza con l’elenco dei lavori effettuati dalla ditta Anemone. Un elenco in cui non si specifica se le ristrutturazioni siano state pagate o meno.

Ingegner Claudio Rinaldi, Commissario Mondiali di nuoto – Francesco Pittorru, Generale della Guardia di Finanza ora ai servizi segreti) – Mario Pugliese, Guardia di Finanza, lavorava nella sede di via dell’Olmata, è ritenuto un informatore di Anemone.

Enrico Bentivoglio, funzionario di via Ferratella, dove ha sede il Dipartimento delle opere pubbliche diretto da Angelo Balducci – Mauro Della Giovampaola: è il capo missione struttura G8 alla Maddalena – Palazzo Chigi, letto. Palazzo Chigi, cucina. Ladispoli, Marco Caiazza (funzionario provveditorato opere pubbliche di Roma o sovrintendenza). Todi,Pupi Avati.

Federico Riggio (figlio di Vito Riggio, Enac?) – Mancino Chiara (figlia di Nicola) – Fabio De Santis – Sarappalti Alessandria (la società è collegata con Giandomenico Monorchio, il figlio dell’ex-ragioniere dello Stato). Alberto Donati, genero di Ercole Incalza, capo struttura di missione nel ministero delle infrastrutture di Alterio Matteoli). Innocenzi (Giancarlo. membro Agcom?) –Fiori (potrebbe essere Publio, ha rapporti con Anemone) – Liolli Luigi (ingegnere dei vigili del fuoco di Roma) – Cesara Bonamici (giornalista Tg5) – Peppe Pascucci (suocero di Anemone e padre di Arnaldo Pascucci, funzionario dei servizi).

Generale PittorruGen.Savino: parquet, cucina, scala, armadi, porte (generale dei carabinieri ora in pensione). Mario Pugliese (Mario viene attivato da Anemome dopo i controlli dell’ottobre 2008, oggi sarebbe ai Servizi). Via Ruffini: Pubblio Fiori.

Imbrighi Giampaolo: ha progettato lo stand italiano a Shangai Expo; è suo il progetto della piscina di parco san Paolo – Lungotevere dei Papi, via Aosta (casa di Claudio Rinaldi) – Via della Pigna (case di Angelo Balducci, comprate con gli assegni di Zampolini)Prof. Thau (suocero di Angelo Balducci) – Luciana, Segretaria di Angelo BalducciRoberto Calcabrini (titolare Cogecal, impresa che ha fatto la bonifica al G8, un lavoro che ha visto la collaborazione di Francesco Piermarini, cognato di Bertolaso, che da una nota risulta essere retribuito con 125 mila euro) – Poletti (ex generale della Guardia di Finanza, ora ai Servizi segreti, già coinvolto nell’inchiesta Why not).

Andrea Monorchio (è stato Ragioniere Generale dello Stato, nominato da Berlusconi). Maria Pia Forleo (funzionario del ministero delle infrastrutture, stretta collaboratrice di Balducci; importante il suo ruolo nell’assegnazione dei lavori per il Mondiali di nuoto) – Paolo Zini (tecnico ufficio Mondiali di nuoto, tra i progettisti della piscina parco San Paolo di Pisciscelli) – Roberto Di Mario, segretario particolare di Algelo Balducci – Goacomo Aiello (capo ufficio legislativo della Protezione Civile, la vera mente del dipartimento: prepara tutte le ordinanze) – Sig. Leone Gian Carlo (vice direttore generale della Rai, figlio del presidente emerito della Repubblica. Dottoressa Iurato (dirigente del ministero degli Interni che si occupa di logistica, caserme…). Colonnello Granada (GdF) – Mons. Francesco Camaldo, decano dei cerimonieri pontifici.

Nicola Mancino, vicepresidente del Csm – Signora Nastasi (moglie di Salvo Nastasi, capo di gabinetto di Bondi?). Via dei Cartari (al numero 11, abita Mauro Masi, direttore generale Rai, la casa è di proprietà di uno dei figli di Balducci, acquistata con gli assegni di Zampolini). Gaetano Blandini, Direttore Cinema del Ministero dei Beni Culturali di Sandto Bondi) – Sig. Calogero Lillo Mauceri di Palazzo Chigi (è stato nel governo Prodi alla segreteria generale di Palazzo Chigi con Carlo Malinconico) – Figlia Maria Pia Forleo (vedi sopra). Della Giovampaola. Mauro Casa (funzionario del ministero delle Infrastrutture) – Luigi Mazzella(1) e Gaetano Silvestri, giudici costituzionali.
(13 maggio 2010)

Questo l’articolo di Repubblica, che si limita a prendere l’elenco stilato dagli inquirenti. Non dubitiamo che tutti saranno in grado di dimostrare che i lavori effettuati nelle loro pregiate magioni siano sempre stati regolarmente fatturati e pagati. Avranno le ricevute dei pagamenti, le tracce bancarie, no? Ciò non toglie che suona abbastanza strano che “tutti ma proprio tutti” questi “ruotanti” intorno alla Protezione Civile, al Governo, alle Grandi Opere, alla Rai, alla Fininvest, scegliessero come un sol uomo la ditta Anemone, che economicissima, diciamolo, non sembra essere.

Anche Scajola, prima o poi, scoverà finalmente il mascalzone che gli ha regalato a sua insaputa 900.000 euri, e ce lo farà sapere (anche se per ora si rifiuta di andare a deporre a Perugia, perchè “non ci sono le condizioni di garanzia necessarie”. Non dubitiamo, comunque, che oggi, e nei prossimi giorni, Monica Setta (candidata al “Premio Chupa-Chupa 2010”), ci dirà “tutto-ma-proprio-tutto” sulla banda larga. Rimaniamo in fiduciosa attesa.

(1) Per coloro che, come il sottoscritto, soffrono di scarsa memoria, ricordiamo che sul Giudice della Corte Costituzionale Mazzella (e sul suo elevato senso dello Stato) il Tafanus aveva pubblicato, sette mesi fa (6/10/2009) un post, dopo che il Giudice era stato beccato ad organizzare una cena carbonara con Berlusconi, alla vigilia della sentenza di costituzionalità del Lodo Alfano prima versione. Post, al quale vi rimando, dal titolo [Corte Costituzionale e lodo Alfano: una partita senza regole, e senza moralità] Tafanus

articolo originale :

http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2010/05/scaldalo-g8-ma-quanto-era-larga-la-banda-larga-per-ora-conta-più-di-400-beneficiati-illustri-ma-non-.html


14 maggio 2010 Posted by | Articoli, Politica | , , , , , , , , , , , | 4 commenti

RESOCONTO ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA DEI LAVORATORI DI CONVERSA DEL 18/03/2010.

Un gruppo di lavoratori di Conversa si è riunito in un’assemblea autoconvocata ed i temi affrontati sono stati sostanzialmente due:

1) Tempistica CID: informazioni in possesso;
2) Ricollocazione in Almaviva.

Tempistica CID: informazioni in possesso;

Dal confronto è scaturito che le informazioni in possesso dei lavoratori presenti erano fortemente lacunose se non addirittura errate.

Oggi, finalmente, sappiamo con certezza che i fondi da cui attingerà la nostra CID sono quelli del 2010, ancora da stanziare dal governo (si attende la firma dei ministri del Lavoro e dell’Economia).

Dopo che l’azienda avrà effettuato formale richiesta, si riunirà la commissione regionale per l’approvazione della nostra cassa”.

Pertanto la tempistica specifica è difficile, a questo punto da valutare, e si rischia di dover attendere ancora mesi e comunque NON prima di maggio/giugno.

L’accesso ai fondi del 2009 potrebbe essere un elemento decisivo per poter anticipare il nostro accesso ai SOLDI effettivamente.

Ricordiamo che la tempistica prospettata dalle segreterie sindacali prevedevano l’erogazione dell’assegno entro il mese di marzo!

Martedì si riunirà la commissione regionale per l’approvazione della CID per Conversa. Poichè questa sembra una lotteria diciamo che questo incontro rappresenta per noi l’acquisto del biglietto, perchè certezza sulla tempistica non se ne hanno: se qualcuno può asserire il contrario lo faccia!

Ricollocazione in Almaviva.

Dal confronto è emerso che vi erano tre posizioni/opinioni in merito alla ricollocazione in Almaviva, per cui:

1) c’è chi ritiene di essere in attesa (e spera fortemente) di essere ricollocato in Almaviva, a fronte di un accordo con i sindacati.

NB La posizione di queste persone è supportata da informazioni fornite dalla segreteria Slc, che avrebbe riferito che Almaviva è in procinto di aprire e/o trasferirsi in un sito, zona San Giovanni a Teduccio, nel quale anche noi saremmo ricollocati. Esiste un impegno verbale in tal senso che ha lo stesso valore che aveva l’impegno assunto da Mediaset nell’incontro di Cologno Monzese del 21 gennaio …ed abbiamo visto qual è stata la valenza di quell’impegno visto che l’accordo con il nuovo fornitore Mediaset lo ha chiuso su Roma!

2) c’è chi esprime scetticismo nei confronti della possibilità di essere ricollocati, ma lo spera!

NB Questa posizione è supportata dalle notizia contrastanti che arrivano da una parte e dall’altra dei sindacati, dalla stanchezza per la situazione e dalla necessità di lavorare.

3) c’è chi ritiene, al momento, impossibile che vi sia una ricollocazione in Almaviva.

NB Questa posizione è avvalorata dalla chiusura dell’accordo tra Mediaset ed Almaviva su Roma, che non ci vede coinvolti e la strategia sindacale aveva la sua valenza nel legare le maestranze di Conversa alla commessa, per cui ora è come se si chiedesse ad un qualsiasi fornitore di farci assumere, facendo leva sulla nostra condizione di futuri disoccupati inseriti in liste che agevolano l’assunzione a fronte di sgravi fiscali per le aziende.

ALLA LUCE DI QUANTO EMERSO, SARANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE SOLO AFFERMAZIONI SUPPORTATE DA ELEMENTI CHE NE ATTESTINO LA VERIDICITA’!

Tutte le altre affermazioni fondate “su voci” del tipo “sappiamo che…” o “state sicuri che…” o “mi hanno assicurato che…” chiediamo, gentilmente, di BANDIRLE dalla comunicazione sindacale.

E’ evidente che la diversità delle posizioni scaturite dei lavoratori presenti, è il frutto di informazioni NON CHIARE e NON UNIVOCHE e, in alcuni casi fuorvianti, come l’informazione relativa all’accesso al supporto economico della “cassa”: tra i lavoratori c’era chi asseriva di aver sentito la data del 15 marzo come data utile PER L’ARRIVO DEI SOLDI??!!

I sindacati PRENDANO ATTO delle conseguenze degli atteggiamenti sin qui assunti (e facciamo qui riferimento anche alla competizione “per il numero di iscritti” tra i due sindacati) che hanno determinato queste difformità di informazioni tra i lavoratori e NE FACCIANO AMMENDA PER IL FUTURO!

L’assemblea ha, quindi, deliberato, ad UNANIMITA’, di recarsi presso il comune di Casalnuovo per farsi ricevere dal sindacato (o chi per esso), per manifestare e denunciare la nostra situazione.

Una delegazione di 6 persone è stata ricevuta dall’Ass. alle politiche sociali Corcione.

Abbiamo potuto così esporre la nostra situazione, che era, in gran parte, già nota all’assessore, perchè presente all’incontro in Regione per la stipula dell’accordo sulla nostra cassa integrazione.

Abbiamo richiesto ed ottenuto, pertanto, un nuovo sollecito alla Regione anche da parte del Comune di Casalnuovo, pur sapendo che non è parte in causa nella vicenda.

Abbiamo, però, ribadito che la nostra presenza al Comune di Casalnuovo, nasceva dalla necessità di sensibilizzare il più possibile le istituzione locali e regionali, affinché si facciano carico in maniera determinata e repentina di una soluzione politica atta a determinare la nostra fuoriuscita dalla condizione di lavoratori SENZA LAVORO E SENZA RETRIBUZIONE (DA 5 MESI) e di CASSINTEGRATI SENZA CASSA!

Dopo aver condiviso quanto concordato con l’Ass. Corcione con i lavoratori in attesa fuori del Municipio, abbiamo ritenuto opportuno occupare nuovamente la sede di Conversa. L’occupazione, funzionale all’elaborazione delle iniziative che saranno intraprese per portare all’attenzione dell’opinione pubblica la nostra paradossale situazione di ostaggi di un’azienda, è stata sospesa alle ore 17,00, dopo aver avuto conferma che sarebbe uscito un articolo sul Mattino per fornirci ulteriore visbilità.

TUTTI NOI dobbiamo denunciare che siamo lavoratori con la CASSA MA SENZA SOLDI e che OMNIANETWORK, e chi ne fa le veci ora, ha determinato la nostra condizione di LAVORATORI FANTASMI!

I sindacati si rendano conto che “fare sindacato” significa lottare per l’affermazione dei diritti dei lavoratori: QUESTI LAVORATORI LO STANNO FACENDO!

Quindi, affinché si:

1) velocizzi l’accesso ai fondi e, pertanto, fisicamente l’accredito del sussidio sui nostri conti.

2) realizzi la nostra ricollocazione lavorativa in Almaviva o in altro fornitore

E’ CONVOCATA UNA NUOVA ASSEMBLEA PER LUNEDI’ 22 alle ORE 10,30 AL CENTRO MERIDIANA, PER DELIBERARE SULLE INIZIATIVE DA INTRAPRENDERE.

TUTTI SONO INVITATI A PARTECIPARE ALLA LOTTA PER IL LAVORO E LA DIGNITA’!

“La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno ed il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle”

19 marzo 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , | Lascia un commento

“VOI CITY ex OMNIA NETWORK – L’agitazione continua: assemblee permanenti, manifestazioni e scioperi in tutta Italia!”

La situazione attuale vede, a fronte dell’avvenuto pagamento degli stipendi di ottobre, il Dott. Gili nuovamente protagonista per la sua capacità di mentire. Infatti, ha mentito nuovamente sulle retribuzioni di novembre che sarebbero dovuto essere erogate, prima in data 15 dicembre e poi in data 24 dicembre, attraverso un primo acconto di 500€ per il full time e di 250€ per i part time, ad oggi non risultano essere state erogate, se non in minima parte.

Intanto continuano le assemblee permanenti con iniziative a carattere locale, come ad esempio oggi a Cagliari dalle 9:30 all’esterno del palazzo della regione in viale Trento ci sarà una manifestazione. Comunque è tutto in divenire perchè la situazione è decisamente poco chiara e desta forte preoccupazione.

Il 22 dicembre, in concomitanza della manifestazione di Roma, si è tenuto un incontro tra una delegazione di lavoratori e sindacati ed il rappresentante ministeriale (ministero dello sviluppo e dell’economia) dove è aperto un tavolo, nel quale il Dott. Castano, che presiede appunto l’unità di crisi del Mi.SE, ha espresso tutte le sue preoccupazioni per la condotta aziendale e le conseguenze effettive del blocco delle attività, riconoscendone però piena legittimità ai lavoratori a fronte dei mancati pagamenti delle retribuzioni e delle nebbie che avvolgono tutto lo scenario aziendale.

Il giorno successivo alla manifestazione, il 23 dicembre, c’è stato un nuovo incontro tra sindacati ed azienda dal quale non è uscito in pratica nulla di concreto sulla risoluzione della crisi, ma solo ulteriori elementi ansiogeni: l’azienda ha annunciato che vi sarà una riduzione del fatturato, ma nello stesso tempo si impegna ad affrontare la crisi senza che un solo posto di lavoro si perda.
Due elementi antitetici che lasciano quanto meno perplessi sulle manovre che queste persone hanno intenzione di fare e continuano a non dichiarare apertamente.

Pertanto, permangono dubbi sostanziali sull’effettiva veridicità di tali impegni assunti, apparentemente contro ogni logica gestionale, per cui si teme la celata volontà di prendere altro tempo rinviando al nuovo incontro che si terrà l’11 gennaio …perchè? E’ evidente che qui la priorità è Omnia Network e non si vuole mettere in discussione la possibilità di farla ritornare in borsa: questo suo rientro era già previsto per dicembre ed ora è stato posticipato a gennaio.

Siamo consapevoli che la vicenda necessita di aggiornamenti quotidiani e se da un lato dobbiamo salvaguardare le nostre azioni di protesta legittimamente prese (che rigettano al mittente qualunque tentativo di strumentalizzazione e/o ricatto lavorativo), dall’altro dobbiamo riuscire a tenere sotto controllo le informazioni utili che possano illuminarci sulle vere intenzioni che si nascondono dietro le manovre di questi signori.

30 dicembre 2009 Posted by | Articoli, Economia, Lavoro, Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento