Casalieri's Blog

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Comunicato VoiCity ex-OMNIA

Il giorno 26 gennaio si è svolto a Roma, presso il MiSE, l’incontro fra dirigenza della Voicity (ex Omnianetwork) e Segreterie Nazionali e Territoriali di SLC-CGIL, FISTELCISL
e UILCOM-UIL e le RSU.

L’incontro ha fatto seguito a quello dell’11 gennaio scorso durante il quale l’azienda ha presentato un piano di ristrutturazione che prevedeva pesanti tagli occupazionali e
nessun elemento di chiarezza sulle retribuzioni e, conseguentemente, su come l’azienda intenda ripianare la propria situazione economica.

Durante l’incontro l’azienda ha continuato a non fornire alcun elemento certo che faccia pensare di essere di fronte ad un progetto reale di risanamento. La situazione, già seria,
risulta ulteriormente aggravata dalla richiesta di fallimento presentata da alcuni creditori presso il Tribunale di Milano. Il management aziendale ha dichiarato di aver ottenuto lo
sblocco di alcuni crediti e di aver ricevuto un’offerta di acquisto di ramo di azienda (il perimetro che include la commessa Wind) che dovrebbero portare fondi nelle casse
aziendali sufficienti a pagare gli arretrati.

Da parte sindacale si è constatato che, a parte i tagli del personale, nel piano aziendale non vi è alcun elemento di chiarezza. La situazione complessiva delle commesse è ormai
ulteriormente peggiorata. Quanto alle offerte dichiarate dall’azienda, le OO.SS. non possono che specificare che valuteranno la situazione quando questa sarà reale, ovvero
ufficializzata attraverso l’apertura delle procedure di legge.

Da parte sindacale si è ribadito come gli elementi giudicati irrinunciabili saranno la salvaguardia dei livelli
occupazionali e della dislocazione geografica delle commesse\rami d’azienda e il mantenimento delle medesime condizioni economiche e contrattuali.

Tutto questo non può che portare ad una bocciatura assoluta del presunto piano di ristrutturazione ed alla costatazione, fatta verbalizzare anche dal rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico, che l’attuale proprietà non è più in grado di far fronte alla gestione dell’azienda.

L’azienda si è dichiarata disponibile ad attivare, in tempi brevi, la richiesta di strumenti di ammortizzazione sociale straordinaria che consentano di gestire le situazioni di grave
disagio dei lavoratori. A tal riguardo le OO.SS. si attiveranno presso il Ministero del Lavoro per la richiesta di un incontro urgente al fine di verificare, anche in quella sede, la
situazione aziendale e la possibilità di azioni che portino, in tempi brevissimi, all’attivazione di forme di sostegno al reddito dei lavoratori.

Nel confermare tutte le azioni intraprese sino ad oggi, sia a tutela dei crediti vantati dai lavoratori, sia a salvaguardia della continuità lavorativa, le Segreterie Nazionali invitano
tutte le Strutture Territoriali e le RSU a mettere in campo, nei modi e nelle forme che riterranno più opportune, forme di sensibilizzazione e coinvolgimento di tutte le istituzioni
locali affinché si facciano anch’esse promotrici, presso il Ministero del Lavoro, della richiesta di apertura del tavolo di confronto nel quale richiedere, in questa fase, gli
indispensabili interventi straordinari a tutela del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori di Voicity.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

28 gennaio 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Voicity ex Omnia Network

Le Segreterie Regionali e Territoriali Napoli SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL a sostegno della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Voicity che in Campania ha 2 grandi call centers uno in provincia di Napoli a Casalnuovo “Conversa” , società che commercializza le attività Mediaset Premium su tutto il territorio del Mezzogiorno, ed un altro in Provincia di Caserta a Vitulazio “OSC” , outsoucer dei grandi gruppi di telefonia internazionali Fastweb e H3G , hanno indetto per martedì 19 gennaio 2010 alle ore 11.00 un sit-in di protesta presso il Consiglio Regionale della Campania al Centro Direzionale Is. F13 di Napoli iniziativa a cui parteciperanno politici , Istituzioni locali e Nazionali , Media e forze sociali.

Il Gruppo Voicity (giunto agli onori della cronaca per l’iniziativa di protesta messa in onda dalla trasmissione Annozero del 7 gennaio u.s. ) nei giorni scorsi ha comunicato in un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico 1125 esuberi di cui oltre 500 solo in Campania, e specificamente oltre 150 a Casalnuovo e oltre 300 a Vitulazio.

Le Segreterie Nazionali dei sindacati SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL, dinanzi al perdurare della situazione di crisi della società Voicity e soprattutto per la scarsa chiarezza del management aziendale, hanno chiesto a Mediaset un incontro urgente per analizzare la situazione della commessa e verificare soluzioni che diano garanzia di continuità lavorativa e retributiva a questi lavoratori. L’incontro è stato fissato per il 20 gennaio p.v.

Nel frattempo, però, le drammatiche notizie pervenute dall’incontro dell’11 gennaio u.s. tenutosi presso l’unità di crisi del Ministero per lo sviluppo Economico tra il managment di Voi City Holding e le Rappresentanze di SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL hanno preannunciato una serie di operazioni che il Gruppo intende mettere in campo nei prossimi giorni fra cui la paventata chiusura degli unici 2 siti campani di Casalnuovo e di Vitulazio.

Le Segreterie SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL della Campania esprimono con forza la propria contrarietà a questo progetto che se attuato metterà in ginocchio 500 famiglie in un settore attivo come quello delle telecomunicazioni.

Il comportamento di Voi City è inaccettabile anche alla luce del percorso di stabilizzazione realizzato in seguito alla circolare Damiano, che ha consentito la regolarizzazione dei contratti di lavoro di questi lavoratori anche attraverso finanziamenti pubblici.

Chiediamo sostanzialmente il rispetto delle norme che sanciscono il rapporto tra azienda e lavoratori, ma soprattutto abbiamo la necessità di capire quali saranno gli scenari futuri nella nostra regione.

Segnaliamo inoltre che i lavoratori, nonostante non percepiscano retribuzione dal mese di ottobre dello scorso anno, atto gravissimo per il quale le scriventi Segreterie nelle prossime ore promuoveranno azioni legali finalizzate al recupero, stanno continuando a lavorare con il solo scopo di conservare le commesse e per non fornire alibi all’azienda.

Napoli, 13/01/2010
Segreterie Regionali – Territoriali Napoli
SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL

19 gennaio 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

COLOGNO MONZESE

Da un post su Facebook

Che sia ben chiaro: la politica non ci interessa. Siamo qui solo per difendere il nostro lavoro, la nostra storia e il nostro futuro. La tv commerciale di cui tutti parlano noi la facciamo da 25 anni. E la facciamo con orgoglio.

Berlusconi ci ha insegnato che Mediaset è un’unica grande famiglia. E noi a quest’idea ci abbiamo sempre creduto e vogliamo continuare a crederci». Patrizia Galofaro nel mondo della comunicazione ci è cresciuta. Lavora come truccatrice al «Biscione» da 25 anni. E davanti al suo specchio, di gente abituata a pesare le parole, ne ha vista passare tanta. «Ho iniziato con Drive In: mi ricordo Piersilvio ragazzino, seduto in mezzo al pubblico per seguire le registrazioni del programma. E poi il Bonolis di Bim Bum Bam, la prima edizione di Striscia la notizia, le feste di Natale a Milano 2 con i regali e Silvio Berlusconi che ci faceva gli auguri uno per uno. Una volta l’ho persino truccato: è un uomo veramente cordiale».

A guardarla, mentre picchetta con i colleghi l’ingresso degli studi di Cologno Monzese, si capisce subito che questo è il primo sciopero della sua vita. E che ne avrebbe fatto volentieri a meno. «Il 5 gennaio ci hanno comunicato che vogliono cedere il settore trucco, parrucco e sartoria a una società esterna, la Pragma Service srl di Pioltello – continua Patrizia – Siamo 56 persone, tra Roma e Milano, e siamo tutte donne. Perché vogliono abbandonarci dopo tutti questi anni? Mediaset è la fabbrica dell’immagine e noi, dell’immagine, siamo i primi costruttori».

Alle 13.30 ai piedi della mega antenna di Cologno Monzese ci sono una settantina di persone, un altoparlante e qualche bandiera portata dai sindacalisti. Qualcuno distribuisce una fetta di panettone. Qualcun altro segue con il videofonino le trasmissioni, inventandosi telecronista per un giorno. «Ragazzi, il Tg5 legge un comunicato di solidarietà». «E Guida al Campionato? Hai sentito qualcosa?» «Domenica 5 della D’Urso l’hanno registrato sabato. Abbiamo fatto saltare la diretta di oggi. Domani Striscia dovrà rinunciare allo stacchetto finale delle veline». E poi telefonate ai colleghi, per sapere quanti hanno aderito allo sciopero negli studi di Roma e di Milano 2.

Al di là dei cancelli c’è il cuore della «grande famiglia Mediaset»: gli studi televisivi, certo, ma anche il supermercato, la palestra, la libreria Mondadori, l’ufficio postale, la farmacia. «Qui si sta bene, lo sanno tutti. E di scioperi aziendali, a memoria d’uomo, ce n’è stato forse uno nel 1999 – racconta Gerardo Mauri, capo-elettricista e delegato Cgil – Oggi quasi la totalità dei dipendenti non si è presentata. Stanno entrando solo giornalisti e dirigenti. Se riescono ad andare in onda, è solo perché stanno facendo lavorare al nostro posto i quadri e gli interinali. Domani (oggi, ndr) faremo il bis. E dopo l’incontro con l’azienda di giovedì decideremo se e come continuare la mobilitazione».

Tra i lavoratori che dalle 9 del mattino stazionano davanti all’ingresso del Biscione circolano voci e ipotesi diverse: «La Pragma service ha 4 dipendenti e zero know-how. Appartiene a una cooperativa che da vent’anni si occupa di traslochi e trasporti». «Vedrete: ci garantiscono due anni di contratto. Poi se ne laveranno le mani, del nostro lavoro e delle nostre pensioni». «Non ci credo. Faranno marcia indietro. Oggi abbiamo dimostrato di essere uniti». Anche Patrizia Galofaro ci crede: «A Berlusconi queste cose le abbiamo scritte in una lettera. Spero che ci risponda e che si ricordi di noi…».

La risposta ufficiale dell’azienda, in realtà, è arrivata con un comunicato diffuso dal Tg5 delle 13: «Vogliamo rassicurare i dipendenti. L’operazione non avrà alcun effetto sull’occupazione o sulla condizione retributiva dei lavoratori coinvolti». La signora Galofaro, però, rimane scettica: «Dicono che non cambierà nulla. Ma allora perché lo fanno? Noi vogliamo continuare a far parte della grande famiglia Mediaset».

11 gennaio 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento