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PISA: RINVIATA LA DECISIONE SULLA C-GLOBAL

giovedì 27 gennaio 2011 18:36
Niente giorno del giudizio per i dipendenti della C-Global, che rimangono col fiato sospeso fino alla prossima settimana ma. Oggi era attesa la decisione del tribunale di Pisa sul trasferimento di 65 lavoratori da Ospedaletto alle di di Collecchio, in provincia di Parma. Ma il giudice del lavoro , Vincenzo Turco,  ha chiesto ai dirigenti di C-Global nuovi documenti, prima di  pronunziarsi sulla sospensione e sulla legittimità dei trasferimenti  di 65 dipendenti  del gruppo di servizi bancari. a Ospedaletto a  Collecchio (Parma). 

Ed ha fissato una nuova udienza per il prossimo 1  febbraio. All’udienza di mercoledì, i cui esiti sono stati resi noti questa mattina, i legali che difendoo i lavoratori iscritti a Fiba e  Fisascat Cisl avevano riepilogato i motivi del ricorso contro i  trasferimenti. Il più significativo: un accordo firmato il 5 febbraio dello scorso anno  2010 da management del gruppo Cedacri-C-Global  e sindacalisti in  occasione della fusione di C-Global con C-Banking; un accordo dove si  confermava la permanenza delle sedi toscane del gruppo. Ma nel maggio 2010 il consiglio di  amministrazione di C-Global del maggio 2010 decideva di chiudere le agenzie di stabilimeti di Pisa e Firenze per ottimizzare i costi di gestione. I legali di C-Global, nell’udienza di mercoledì, hanno difeso la  libertà di scelta dell’azienda di adottare le strategie ritenute più  idonee per posizionarsi nel mercato dei servizi bancari. Ed hanno  argomentato come la decisione di chiudere le sedi toscane sia maturata dopo aver letto uno studio commissionato ad un  consulente esterno. Intanto trovano qualche conferma le voci ors di un interessamento di un’azienda toscana, la Bassilichi spa, che lavora anche nel segmento  dei servizi alle banche, ad assumere i dipendenti toscani e rilevare, così,  le sedi toscane di C-Global.

Articolo originale :

http://www.50canale.tv/index.php?option=com_content&view=article&id=6938:pisa-rinviata-la-decisione-sulla-c-global&catid=1:ultime-notizie

27 gennaio 2011 Posted by | Economia, Lavoro | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Un 2010 nero per il lavoro la crisi in Toscana va avanti

La crisi non è finita. Dalle prime previsioni che circolano in ambienti imprenditoriali e sindacali in vista ci sono ancora migliaia di licenziamenti e un forte ricorso alla cassa integrazione

di Anna Cecchini

Oltre ventimila toscani potrebbero perdere il posto di lavoro nel 2010, quello che tutti prospettano come il primo anno post recessione. Invece la crisi non è finita, o almeno la progressiva uscita dalla recessione potrebbe non essere così veloce e indolore.

Dalle prime previsioni che circolano in ambienti imprenditoriali e sindacali, elaborate comparando le stime dei licenziamenti fatti nel 2009 con l’andamento del mercato del lavoro nelle prime settimane del nuovo anno, all’orizzonte ci sono migliaia di licenziamenti e un forte ricorso alla cassa integrazione.

Se l’Irpet ha stabilito che per il 2009 il saldo occupazionale ha segnato almeno 30mila unità in meno, quest’anno non andrà poi così meglio. Si calcola infatti che nel 2010 oltre 20mila cittadini toscani perderanno il lavoro. Ma non è tutto, perché il percorso che dovrebbe portare la Toscana fuori dalla crisi potrebbe essere ancora più doloroso.

Ai ventimila nuovi disoccupati si potrebbe aggiungere un altro folto gruppo, tra le seimila e le ottomila persone, legato al mancato rinnovo degli ammortizzatori sociali. Si tratta di lavoratori toscani che adesso usufruiscono della cassa integrazione e che, qualora la cig ordinaria o straordinaria non venisse rinnovata, diventerebbero immediatamente disoccupati. I conti sono presto fatti, nel 2010 circa 28mila persone potrebbero perdere il lavoro.

Una cifra di poco inferiore ai trentamila nuovi disoccupati registrati nel 2009, l’annus horribilis dell’economia mondiale. Altro che fine della recessione, al limite si può parlare di crisi stazionaria. A parte le possibili previsioni sulla situazione occupazionale del 2010, a dare il senso di come la crisi si sia abbattuta sul Granducato sono i numeri relativi all’anno appena trascorso. Nel 2009 il Granducato è stato messo in ginocchio

Trentamila persone hanno perso il lavoro, e, secondo i dati dell’u ltimo rapporto della Cgil sull’economia in Toscana, novantamila sono state interessate da misure di cassa integrazione, mentre quasi 1.800 aziende sono state costrette a cessare l’attività o comunque a ridurre la produttività. Le cifre chiariscono infine che la crisi ha coinvolto, su diversi piani, circa 150mila persone, oltre 38mila delle quali sono precari che non hanno visto rinnovare i loro contratti di lavoro.

articolo originale :

http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/un-2010-nero-per-il-lavoro-la-crisi-in-toscana-va-avanti/1838752

25 gennaio 2010 Posted by | Articoli, Lavoro | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Piano sicurezza servono 50 uomini

Confronto tra prefettura, enti locali e forze dell’ordineper il rinnovo del ‘Patto’. Prato ha bisogno di 50 uomini tra poliziotti, carabinieri, e finanzieri. Cenni: “Evitiamo una Rosarno bis”

Da La Nazione cronaca di Prato

Prato, 13 gennaio 2010 – Una trentina di poliziotti, una decina di carabinieri e altrettanti finanzieri. Più il rafforzamento degli organici dell’ispettorato del lavoro ma anche risorse per le telecamere, un Cie in Toscana e provvedimenti a favore dell’integrazione.

Sono queste, numero più numero meno, le richieste che Prato farà al ministero dell’Interno per combattere illegalità, criminalità e immigrazione clandestina attraverso il prossimo patto per la sicurezza che sarà firmato dal ministro Maroni il prossimo 26 gennaio.

Proprio la visita del ministro ha «consigliato» al comitato per l’ordine pubblico che si è riunito ieri in prefettura di puntare al colpo grosso, ovvero di chiedere il massimo per cercare di ottenere più possibile. Non solo, il sindaco Cenni presto andrà a Roma per presentare di persona le esigenze della città al ministero e chiedere un salto di qualità nel prossimo patto, ovvero di guardare sì alla repressione ma anche all’integrazione con provvedimenti ad hoc sulla scuola, la casa, la sanità e modifiche legislative che puntino a scoraggiare comportamenti illegali (revoca del permesso di soggiorno a chi subaffitta a clandestini o li impiega in azienda, confisca dei beni o blocco temporale dell’attività sono alcune ipotesi).

n’esigenza, quella dell’integrazione, sottolineata anche dal presidente della Provincia Lamberto Gestri: «Dobbiamo dare priorità al reintegro degli organici delle forze di polizia e dei carabinieri, perché non possiamo correre il rischio, molto concreto, di sguarnire il territorio — è stato il suo commento al termine della riunione — Inoltre è necessario un patto forte, con risorse concrete, tra governo, Regione e amministrazioni locali per sostenere un progetto speciale per l’integrazione che parta dai bambini e dai giovani».

L’obiettivo primario resta comunque rafforzare gli organici delle forze dell’ordine, così da aumentare l’attività della squadra interforze, e dell’ispettorato del lavoro.

«Le risorse umane servono, certo, così come serve un Cie in Toscana oppure uno spazio per Prato a Bologna o Perugia — chiude Cenni — Però è fondamentale pensare anche all’integrazione, ad allentare alcune situazioni di tensione che si possono creare. Dobbiamo prevenire un altro caso Rosarno. Siamo un laboratorio che governo e Regione devono tenere in considerazione: c’è bisogno di risorse adeguate e la situazione va monitorata con attenzione coinvolgendo categorie economiche e sindacati».

Leonardo Biagiotti

15 gennaio 2010 Posted by | Articoli, Politica | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento